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Sanità venariese più servizi, meno passarelle

Il Candidato Sindaco del centro destra (poco centro e tanta destra) ha incontrato il Direttore Generale del ASL TO 3 dott. Boraso che lo ha gentilmente accompagnato a visitare la struttura sanitaria di Venaria in Via Don Sapino, la disponibilità dimostrata dal Direttore Generale nell’ assecondare questa vista di propaganda elettorale ha stupito molti, visto quanto abbia spesso preferito non apparire personalmente in iniziative pubbliche a Venaria neppure se invitato da Sindaco e Giunta; per esempio non troppo tempo fa, proprio per parlare della nuova struttura sanitaria di Venaria, quando ha preferito delegare il suo intervento ad altri dirigenti durante un Consiglio comunale aperto alla cittadinanza.

Speriamo allora, che dimostri la stessa disponibilità anche al Progetto Civico e a Sinistra Civica se sarà invitato, non già ad inutili passerelle, ma a lavorare concretamente insieme ai suoi dirigenti per fornire risposte alle richieste di miglioramento dell’esistente e di potenziamento dell’offerta di servizi sanitari per i cittadini di Venaria e comuni limitrofi.

Questo sarà infatti l’impegno del Sinistra civica, della coalizione Progetto civico con il suo candidato Sindaco Alessandro Brescia: far si che la regione Piemonte, per il tramite del Direttore Generale dell’ASL, dopo tutti i tagli dei suoi vari predecessori di centro-destra come Ghigo e Cota, aggiunga servizi sanitari, potenzi e migliori quelli esistenti.

Sinistra Civica

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Intervista Alessandro Cubello

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Santangelo Sebastiana detta “Liliana”

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Venaria sportiva: associazioni, impianti, scuole, tempo libero

L’istituzione del TPL Sport e Tempo Libero quale luogo di lavoro per condividere le politiche per promuovere la pratica sportiva sia in ambito scolastico che extra scolastico.
È necessario riaprire il Bocciodromo e i centri d’incontro attraverso il coinvolgimento attivo delle associazioni del territorio. Rivedere le
convenzioni che le associazioni affidatarie d’impianti per verificarne il corretto utilizzo.
È necessario programmare una efficace manutenzione ordinaria e straordinaria delle palestre scolastiche, prevedendo modalità di cogestione con le associazioni sportive.
Provvedere alla riqualificazione delle attrezzature sia all’interno delle palestre che all’aperto; sistemazione delle aree esterne in tutte le
scuole (piastre polivalenti, piste e pedane per l’atletica leggera, campi di calcio, rugby, baseball…).

Attività sportive

Riteniamo che una buona politica a favore di questo settore possa concretizzarsi attraverso:
a) la ricostituzione della consulta dello sport, un organismo che assume un ruolo importante in quanto riunisce tutti i soggetti territoriali che si occupano di Sport assieme ai rappresentanti dell’Amministrazione comunale.
Il coordinamento e il confronto tra questi soggetti in passato hanno rappresentato un momento importante e produttivo per la promozione e lo sviluppo delle attività motorie e sportive, ed anche per il superamento di alcune criticità. Attualmente questo organismo è stato soppresso, vanificando risultati soddisfacenti ai quali si era giunti non senza difficoltà;
b) la collaborazione con le scuole del territorio per inserire attività motorie e sportive in orario scolastico, atte a stimolare interesse per lo sport;
c) la promozione e il coinvolgimento di associazioni, personale e animatori locali, nelle assegnazioni di incarichi e/o progetti, considerando questa caratteristica come un vantaggio per lo svolgimento, la continuità e lo sviluppo dell’attività in città;
d) la promozione di sport meno diffusi per ampliare le possibilità di scelta dei ragazzi, rispettando le predisposizioni e le preferenze;
e) l’incentivazione di sport all’aria aperta;
f) la verifica sulla possibilità di utilizzare il tratto “navigabile” del Ceronda per attività di kayak;
g) la valorizzazione di progetti motori e sportivi rivolti a categorie particolari: disabili, anziani, e/o in difficoltà economiche;
h) la manutenzione ordinaria e straordinaria delle palestre, scolastiche e non, che attualmente continuano ad essere in pessime condizioni, nonostante alcuni recenti interventi; una puntuale programmazione dei lavori (concordata con le Scuole e le Associazioni sportive) da svolgersi prevalentemente nei periodi di chiusura scolastica, evitando di bloccare tutte le attività di palestra per lunghi mesi;
i) promuovere/sollecitare interventi anche da parte di enti esterni (es. Coni) per il recupero e la messa in funzione di impianti in decadenza già costruiti e ora in abbandono;
j) la riqualificazione delle attrezzature sia all’interno delle palestre che all’aperto; sistemazione delle aree esterne in tutte le scuole di ogni ordine e grado (piastre polivalenti, piste e pedane per l’atletica leggera, campi di calcio, rugby, baseball…);
k) l’istituzione di una raccolta dati per svolgere un servizio di assistenza e consulenza alle associazioni amatoriali riguardo alle opportunità di partecipazione a manifestazioni, all’accesso a contributi pubblici anche extra comunali, all’aggiornamento sulle leggi del settore;
l) la posa di bacheche pubbliche gratuite in ogni quartiere per la divulgazione delle iniziative delle Associazioni sportive, ma anche culturali, artistiche.

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Il nuovo ruolo del Comune: un’alleanza di comunità

L’approccio tradizionale all’agire politico, anche a livello locale, è quello che prevede (o immagina) che l’Amministrazione comunale possa farsi carico di trovare le soluzioni al vivere comune, andando a soddisfare quei bisogni che il cittadino giustamente rivendica. L’esperienza ci insegna come, spesso, ogni buon proposito di chi governa si scontri con la forza delle cose e con i vincoli imposti da risorse disponibili, procedure amministrative complesse, burocrazia imperante.
Anziché rimandare a nuovi sforzi è necessario cambiare metodo di lavoro e prospettiva d’approccio. Pensare l’Amministrazione comunale quale ente capofila e garante dell’attivazione di un’alleanza comunitaria con gli Enti del territorio (CISSA-Consorzio Intercomunale dei Servizi Socio Assistenziali, Istituti scolastici, Centro per l’impiego, ASL, Parrocchie, associazioni ed enti del terzo settore, associazioni di categorie e mondo produttivo), affinché sia la comunità, nelle sue parti costituenti, secondo il principio di solidarietà e sussidiarietà, a delineare le migliori soluzioni
sia per le questioni urgenti che per i progetti di ampio respiro.
A tal proposito si prevede l’istituzione di “Tavoli di Programmazione e Lavoro (TPL)” organizzati e formalizzati che affianchino gli assessorati nell’elaborazione delle politiche attive. Qualcosa in più che semplici consulte dove, con le parti interessate, gli assessori possano concertare e condividere le scelte.
In tal modo si conferisce dignità di rappresentanza e voce agli attori sociali della città (quartieri compresi).
Si prevede l’adozione di un Atto deliberativo per la nascita dei tavoli, normandone la composizione, il ruolo e le competenze, nei seguenti settori:
• TPL – IMPRESE e LAVORO – rappresentanti delle associazioni di categorie, associazioni di via, centro per l’Impiego, agenzie interinali;
• TPL – ASSISTENZA E SOLIDARIETÀ – CISSA, ASL, Caritas parrocchiali, associazioni sociali;
• TPL – SISTEMA EDUCATIVO – scuole, parrocchie, associazioni giovanili;
• TPL – SPORT E TEMPO LIBERO – associazioni sportive e ricreative;
• TPL – CULTURA e ASSOCIAZIONI – in questo caso il tavolo sarebbe l’Assemblea dei partecipanti della Fondazione Via Maestra, dando piena attuazione a quella parte dello statuto che prevede un coinvolgimento diretto (consultivo e propositivo) del mondo delle associazioni.

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DEMOCRAZIA E’ PARTECIPAZIONE

Giuseppe Napoletano

Le grandi democrazie soffrono in Italia e nel mondo di una evidente crisi di credibilità ed efficienza.

  • Credibilità, perché la gente non si sente adeguatamente rappresentata e decisiva
  • Efficiente perché il sistema democratico, pur non essendo il più rapido e incisivo, deve la sua efficacia alla credibilità di scelte condivise: senza la chiara percezione di aver condiviso le scelte viene a mancare la spinta necessaria a recuperare, grazie allo sforzo collettivo.

Una democrazia matura e funzionale necessita quindi di informazione, conoscenza degli strumenti e infine condivisione delle scelte.

Il Bilancio Partecipativo è in questo senso una MEDICINA DELLA DEMOCRAZIA.

Esistono diversi modi di coinvolgere la cittadinanza, ma semplificando le fasi sono 2:

  1. Definizione dei progetti da votare
  2. Scelta dei progetti da realizzare

I possibili attori sono: amministrazione, comitati di quartiere, consulte, associazioni, cittadinanza.

Sia la fase 1 che la 2 possono essere realizzati da uno qualsiasi degli attori.

Visto lo scopo ritengo sia impensabile non coinvolgere la cittadinanza in almeno una delle 2 fasi

A Venaria si è scelta la modalità più radicale, con l’estrazione di un gruppo di cittadini, che attraverso un percorso conoscitivo e di interazione, arrivassero a definire i progetti da portare in votazione e delegando la scelta finale all’intera cittadinanza.

L’esame dei fattori di successo di altre esperienze porta decisamente alla conclusione che per funzionare sia necessario che: la scelta sia delegata ai cittadini, il budget sia adeguato, vi sia una guida terza e esperta, le opere siano realizzate entro l’anno successivo.

Purtroppo a Venaria l’ultima decisiva condizione non si è realizzata e il progetto ha quindi perso di credibilità. Inoltre un maggiore coinvolgimento delle associazioni e dei comitati di quartiere avrebbe aiutato a farlo decollare maggiormente. Pensiamo però che sia la strada giusta, magari con aggiustamenti dettati dall’esperienza già fatta.

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Carlo Viggiani

Carlo Viggiani 44 anni Tecnico chimico di laboratorio, delega

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Alessandro Brescia incontra Mattiello

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Da #restate a casa, a #liberi tutti? Riapre il mercato del sabato in Viale Buridani

Andrea Parmeggiani 46 anni
disegnatore di carrozzeria.
Iscritto e militante di Sinistra Italiana
sostiene il Progetto Civico
per Venaria Reale con Sinistra Civica.

Il mercato rionale riveste da sempre un’importanza fondamentale come luogo di aggregazione e di inclusione degli abitanti, un luogo di memoria e di incontro tra generazioni, spesso l’anima pulsante della vita sociale dei rioni di tutte le città italiane.   

Premesso che sono molto contento del fatto che riaprano tutti i mercati, per il commercio, che sta vivendo una crisi davvero inedita, e per i cittadini che possono fruire nuovamente di un servizio fondamentale. Finalmente, il tanto atteso ritorno alla normalità sembra arrivato, avrebbe dovuto essere un processo graduale, ma sembra sempre piu il tana libera tutti di quando si gioca a nascondino.

La riapertura rappresenta sicuramente una necessità fondamentale volta a garantire la tenuta sociale ed economica della città, ma non possiamo accettare che il bisogno di lavorare sia in contrapposizione al  diritto di stare in salute. Occorre trovare il giusto compromesso per traghettare il paese fuori da questo terribile periodo.

Le precauzioni cui attenersi per scongiurare una nuova impennata di casi Covid-19 riguardano principalmente la frequente igienizzazione delle mani, il distanziamento sociale e l’uso della mascherina. Il mercato di viale Buridani, così com’è strutturato, e’ in grado di rispondere all’esigenza di distanziamento in primis? Probabilmente no.

Già’ normalmente il mercato del viale non è sicuro perché limita fortemente l’accesso ai mezzi di soccorso e i banchi, posti in entrambi i lati, lasciano davvero poco spazio, il rischio di assembramenti e’ oggettivamente inevitabile.

Non vorrei far parte delle forze dell’ordine, una via d’uscita potrebbe però essere quella di modificare la struttura del mercato, il che consentirebbe a tutti gli ambulanti di poter lavorare e garantirebbe dall’altra parte di non incappare in situazioni difficili.

Proposta di merito: limitare il mercato nel viale Buridani ad un lato solo, lasciando quindi una corsia libera per eventuali emergenze e incrementare lo spazio a disposizione, e allungarlo fino ad occupare la piazza De Gasperi, luogo peraltro già attrezzato. Questa sistemazione ovviamente risulterebbe provvisoria, ma non dimentichiamo che la futura amministrazione avrà comunque l’onere di risolvere il problema dell’accesso ai mezzi di soccorso nel viale. 

Proposta di metodo: sul rispetto dei protocolli e la diffusione dei DPI è necessario che i diversi soggetti coinvolti siano protagonisti e si realizzi una concertazione. Il Comitato istituzionale previsto dal protocollo firmato dal governo e le parti sociali offrono la possibilità di costituire dei luoghi di confronto e monitoraggio per far sì’ che questi mesi di fermo non siano risultati un sacrificio inutile.

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Il ritorno del supereroe

Carlo Viggiani 43 anni
Tecnico di laboratorio chimico
Delegato sindacale FIOM dal 2017

Per il nostro supereroe è ora di ritornare a mettere il mantello, ora che le acque si sono calmate puó tornare in trincea. Il suo posto è sempre lì, lo attende così come lo ha lasciato, ed esattamente come prima tornerà a casa da lavoro impaurito, perché da allora nulla è cambiato, abbiamo solamente preso tempo, cercando di vedere se nel frattempo qualcuno o qualcosa si muovesse.

E lui, che chiede di lavorare in sicurezza, viene magari accusato di essere egoista o di essere responsabile della morte economica del Paese; già, perché la colpa è sempre degli altri, ma in fondo se ti va male finirai in una bella lista di caduti per il lavoro. Diverrai un eroe per sempre.

Non è un film di fantascienza e i supereroi purtroppo non esistono, ci sono solamente molti lavoratori che si sentono soli ed abbandonati a se stessi, ma in questa folle situazione, è chiaro a tutti che nessuno si salva da solo.

Purtroppo, però, viviamo nella società in cui si delega tutto, in cui si sente il bisogno dell’uomo forte al comando che prende le decisioni per tutti.  Fortunatamente, non tutti la pensano così, qualcuno pensa ancora che si debba dare il proprio contributo affinché il mondo sia un posto migliore.

È giunto il momento di contribuire alla costruzione del futuro (nostro, ma soprattutto dei nostri figli): solo una comunità solidale, equa e sostenibile ci salverà dal collasso. Aiutiamo ad aiutare. Insieme ce la possiamo fare.

Da un pensiero di Mauro Scardovelli:

Le idee diventano qualcosa a cui è attaccata la nostra sopravvivenza.
Per questo vi invito seriamente quando fate un dialogo con qualcuno ad avere infinito rispetto delle idee che questa persona ha, qualunque esse siano