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“LIKE”, PEZZI MANCANTI DEL PUZZLE PROGRAMMA?

Massimiliano Mantovani
50 anni Operaio-

Come tutti sanno Venaria Reale arriva da un’esperienza di pluri-commissariamento decisamente anomala; è infatti la terza volta che la nostra città viene appunto commissariata, questo è il dato oggettivo.

Sicuramente i più impegnati politicamente argomenteranno il dato scambiandosi colpe, imputandosi a vicenda accordi non responsabilmente sostenuti, altri indicheranno il motivo nell’ incompetenza amministrativa e/o all’inesperienza politica; viceversa. molti altri, potrebbero vantarsi di esser stati all’opposizione ed appuntarsi fieri la medaglia per aver messo in difficoltà le varie maggioranze e quindi riuscendo a far cadere il sindaco di turno.

Non è mio volere analizzare le cause e le dinamiche, sia politiche che personali, che hanno portato a tali esiti. D’altro canto, ci siamo ormai abituati da associare la politica ad un nome che ci dia più o meno garanzie di affidabilità, simpatia, onestà, competenze e quant’altro tocchi la nostra emotività. Questa cattiva abitudine, in molti casi, ci ha fatto dimenticare che le caratteristiche appena elencate dovrebbero essere messe a disposizione da soggetto che si candidi a rappresentare un progetto comune, ovvero “il Programma”. Un programma che formuli delle proposte politiche e le linee guida da seguire nel quinquennio avvenire.

L’ideale sarebbe avere un programma ampiamente discusso con quella parte di cittadini che abbiano la voglia e la costanza di partecipare alla costruzione dello stesso, per poi, una volta condivisi i punti, renderlo pubblico. In modo da permettere a tutti eventuali modifiche e/o integrazioni. Rendere pubblico il proprio programma per una forza politica, qualunque essa sia, dovrebbe esser il primo obbiettivo al quale pensare, in modo da consentire al singolo cittadino di avere piena consapevolezza del suo voto e di sentirsi parte integrante di un percorso. Uno dei motivi per il quale siamo stati commissariati in questi anni, forse, andrebbe ricercato proprio nella mancata e piena condivisione del programma, nei tempi e nei modi adeguati a favorire partecipazione e consapevolezza.

Tuttora, nella nostra città, le varie coalizioni che intendono presentarsi non hanno ancora palesato il proprio programma, se non, in certi casi in forma di bozza. In altri bisogna raccogliere pezzi del puzzle dentro “la scatola” dei social network, per farsi una vaga idea delle proposte di governo della città.

Alcune ricerche in materia di comunicazione politica, eseguite coinvolgendo elettori residenti in vari comuni dove si era prossimi al voto, mostrano dati interessanti: circa il 57% degli intervistati legge i programmi dei candidati, ma solo il 10% lo ricorda. Questo ultimo dato è quello che ci fa capire che per rendere un programma utile alla città occorre che quest’ultimo sia l’esito di un percorso inclusivo, partecipato e condiviso.

Purtroppo, da parte delle varie coalizioni, ad oggi, ci sembra di assistere alla mera ricerca forsennata di qualche “like” in più.

Mentre, proprio oggi ed a maggior ragione nella difficile situazione economica e sociale legata all’epidemia in atto, servirebbe un programma politico che guardi al futuro e che indichi delle linee guida per affrontarlo.

Oltre che all’intento della buona ed efficace amministrazione della macchina comunale, che dovrebbe essere insita in coloro che si candidano a responsabili della città, nei programmi mi piacerebbe vedere scritto quanto segue:

-quali sono le prospettive a tutela del Parco Pubblico “la Mandria” e, soprattutto, se la futura amministrazione intenda far sì che rimanga appunto un bene pubblico;

-quali sono le prospettive per la messa in sicurezza delle sponde fluviali;

-come si pensa di agire per migliorare il welfare comunale;

-come si pensa di sostenere i molti commercianti non ubicati nelle vicinanze delle vie centrali;

-come si intende, sempre che lo si intenda, recuperare gli edifici abbandonati tipo le ex caserme che sono comunque strutture del pubblico in gestione all’ente di competenza ma sempre a servizio del pubblico, per non fargli fare poi la fine dell’ex infermeria quadrupedi data in mano a privati;

-che volontà si ha, sempre che la si abbia, di favorire la democrazia partecipata, la reintroduzione e rimodulazione dei comitati di quartiere quali unico punto di reale contatto fra i cittadini ed il palazzo comunale;

-che si abbia intenzione di chiedere alla Regione Piemonte il rispetto dell’accordo siglato nel 2010  per la realizzazione del secondo lotto dell’ospedale.

-che vi siano indicazioni atte a migliorare le strutture scolastiche pubbliche, fucina della cultura dei nostri figli,  presenti all’interno del nostro territorio

Questi sono i punti che vorrei poter leggere nei programmi delle coalizioni e molti altri ancora e credo che anche tanti miei concittadini sarebbero lieti di leggerli.

Ma per ora posso solo immaginare che la “destra cittadina” segua gli schemi di quella nazionale, magari favorendo i ricchi anziché i più bisognosi, come nel caso della “flat tax”, o rinfocolando l’odio verso le minoranze, come nel caso degli immigrati.

Mentre, nella cosiddetta coalizione di “centro-sinistra”, ci si impegna a far conoscere la figura, come giusto che sia, della candidata sindaca, tralasciando, per il momento, di rivelare indirizzi politici precisi. In tale contesto, il puzzle della nostra città continua a rimanere scomposto, quando invece avrebbe un urgente bisogno di tasselli impegnativi, quali ad esempio la sostenibilità ambientale, l’equità e la solidarietà, requisiti indispensabili per affrontare nel migliore dei modi i complicati giorni futuri, al posto di qualche facile “like”

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