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BILANCIO DI UN PERCORSO FUORI DAGLI SCHEMI…

….ovvero dei propositi per il futuro

Il contesto nel quale abbiamo iniziato a confrontarci con una serie di soggetti del panorama politico venariese era, ed è tuttora, particolarmente complicato.

Partiti senza iscritte/i, in certi casi anche iscritte/i senza un partito, un ristretta minoranza in ogni caso.

Quasi ovunque diffidenza e mancanza di partecipazione alla vita politica.

Mentre cercavamo di allargare il nostro gruppo ci siamo ritrovati spesso di fronte ad un bivio: accostarci in una logica di subalternità al partito che vantava più voti o accostare al nostro progetto persone portatrici di un gran numero di voti. Entrambe le strade erano vicoli ciechi che avrebbero portato alla conservazione dell’esistente.

Così abbiamo scelto il piano inclinato di partire da zero, senza “notabili” e senza partiti “forti” alle spalle, interloquendo con due realtà radicate sul territorio, Uniti per Cambiare e con il “gruppo” di Pino Capogna.

Un insieme di soggetti decisamente eterogeni uniti inizialmente proprio da due istanze convergenti: uscire dal classico schema di contrapposizione di centro destra e centro sinistra e mettere insieme persone portatrici di competenze a prescindere dalle storie personali e dalle appartenenze.

La particolarità, forse non sufficientemente valorizzata in campagna elettorale, ma vero tratto fondativo della coalizione che sarebbe andata da lì a poco delineandosi, è che il nucleo di persone che componevano il gruppo di lavoro si caratterizzava per una spiccata propensione all’impegno nel sociale.

A posteriori possiamo dire che tentavamo di mettere insieme due visioni di operare nel sociale: una di matrice cattolica che pone al centro la dimensione del volontariato, un’altra di orientamento progressista imperniata sulla centralità della cooperazione sociale. Entrambi elementi da far convergere in una più ampia prospettiva comunitaria in cui riattivare partecipazione e cittadinanza, in cui produrre una trasformazione sociale e politica.

In tutta onestà invece, non sappiamo definire in che misura questa scelta sia stata determinata da una reale voglia di portare un radicale cambiamento e quanto da una componente di ambizioni personali da esaudire. Né quanto, nel determinare l’avvio del percorso e la successiva scelta di costituire una coalizione che si presentasse alle elezioni comunali, abbia inciso una sopravvalutazione dei nostri mezzi o la non eccelsa qualità delle altre proposte politiche in campo.

Ma sappiamo che le diversità di questi tre soggetti sono riuscite a trovare una sintesi compiuta su un programma condiviso, innovativo e decisamente avanzato sulle questioni sociali e sui temi ambientali.

A sostenere questo impianto l’idea di una “alleanza comunitaria”, fra persone, associazioni profit e no-profit e governo cittadino. Nella sostanza una proposta di governo partecipato. Come Sinistra Civica riteniamo di avere il dovere e la responsabilità di non disperdere il patrimonio di progettualità e reti di relazioni sino ad oggi costruito. La bussola che guiderà le nostre azioni sarà praticare, anche fuori dal consiglio comunale, ciò che realmente ci ha unito: non consegnare un assegno in bianco per la gestione della città a chi uscirà vincitore dal prossimo ballottaggio, ma condizionare in positivo la coesione sociale, allargare gli spazi di partecipazione ed incalzare, laddove occorresse, l’azione del governo cittadino.

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