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Venaria civica: uffici, trasparenza, fondi UE

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È necessario ripensare l’organizzazione degli uffici dell’Ente in un sistema a matrice che da una parte tenga conto del tradizionale piano di suddivisione esistente di ambiti e settore, e dall’altra sia accostato ad una ripartizione per progetti.
Sempre più le politiche pubbliche hanno un impatto trasversale sulle comunità locali, per questo è necessario avere anche un approccio che contenga questa complessità, al fine di rispondere in maniera integrata ai bisogni individuati.
Un’organizzazione per progetti permette di concorrere in maniera più efficace all’assegnazione dei Fondi UE cui gli Enti Locali hanno accesso. La nuova programmazione comunitaria 2012-27 prevede numerose occasioni per rilanciare con buone pratiche, attingendo ai fondi messi in palio. Condizione per avviare le grandi progettualità ed attrarre, nel contempo, anche investitori privati.
Rispetto alla finanza locale, è necessario perseguire una razionalizzazione della spesa pubblica, eliminando eventuali spese e ricercando possibilità di ottimizzazione delle risorse. Mentre è necessario mantenere e rinforzare i servizi di recupero e lotta all’evasione fiscale sui tributi locali e migliorare i rapporti con il cittadino per offrire un servizio sempre attento
alle esigenze nascenti.
Il rispetto del principio di legalità e lotta a qualsiasi forma di criminalità organizzata resta un obiettivo per il bene comune cui l’Ente Comune deve essere garante.

Ripensare l’Ente Comune

È importante riorganizzare la “macchina comunale”, ridefinendo ruoli e competenze del personale, riducendo le consulenze esterne e avvalendosi delle professionalità interne al Comune; se vi fossero debolezze, si possono avviare corsi di formazione per i funzionari che, ad ogni livello di responsabilità, hanno il compito di operare nel rispetto degli obiettivi dell’amministrazione in funzione delle esigenze della collettività.
Le potenzialità dei dipendenti comunali vanno riconosciute e valorizzate attraverso il coinvolgimento nei contenuti e nei metodi di lavoro, l’ascolto delle loro richieste, utilizzando le competenze specifiche di ciascuno, riorganizzando la macchina comunale con il loro apporto. Ciò comporta la cooperazione fra le strutture funzionarie fondata su: professionalità, lealtà all’istituzione e adesione ai programmi formativi. Più in dettaglio si propone:
• un miglioramento del rapporto tra Amministrazione e cittadinanza, con più agevole accesso ai servizi, anche mediante l’utilizzo di avanzate tecnologie informatiche;
• un aggiornamento dei dipendenti per lo sviluppo di nuove competenze;
• lo stabilire un tetto massimo ai compensi per dirigenti e consulenti; ridurre i compensi eccessivi agli “esperti” per operare una equa ridistribuzione verso quei lavoratori di livello inferiore pur con competenze specialistiche;
• nuovi contratti ed eventuale revisione dei vecchi, adeguando benefit, bonus ed automatismi;
• riorganizzazioni e modifiche di mansioni riguardanti i dipendenti, ma sempre gestite coinvolgendo le organizzazioni
sindacali;34
• maggiore coinvolgimento dei dirigenti e delle professionalità esistenti, al fine di garantire maggiore efficienza e per ridurre sprechi e diseconomie (nuove ripartizioni ed accorpamenti dei servizi);
• coordinamento tra il settore dei “lavori pubblici”, “urbanistica” e “patrimonio” per migliorarne l’efficienza;
• predisposizione di uno specifico settore col compito di controllo dell’evasione fiscale.
Qui di seguito si propone un metodo di riorganizzazione di alcune commissioni consigliari meglio integrato.
• Ad esempio, la Commissione Consigliare “edilizia” diventa Commissione “edilizia, territorio e ambiente”

  • Ad essa partecipa anche l’assessore con delega per l’ambiente accompagnato da un funzionario del Servizio Ambiente del Comune, allo scopo di verificare la coerenza dei progetti con i principi enunciati nel presente programma; l’assessore ed il funzionario hanno inoltre il compito di relazionare, alla Consulta Ambiente, sulle attività della commissione stessa. In quest’ottica, va riproposta e resa operativa una Consulta Ambiente svincolata dal mandato amministrativo, con durata quinquennale fino alla nuova nomina (non eccedente l’anno
    dalla sua durata quinquennale). Ne fa parte l’assessore con delega all’ambiente e il funzionario del Servizio Ambiente in qualità di consulente e di verbalizzatore. La Consulta, nei casi ritenuti di interesse, produce documenti ed osservazioni inerenti progetti di interventi strutturali sul territorio da sottoporre alla Commissione Consigliare “edilizia, territorio e ambiente” (e per conoscenza ai Consiglieri Comunali ed alla Giunta) che dovrà tenerne conto quali pareri consultivi; compito ulteriore della Consulta Ambiente è la verifica, in generale, della coerenza delle azioni di governo con i principi enunciati nel presente programma. Alla Consulta viene affiancato un Servizio Ambiente del Comune, che deve fornire il supporto tecnico-amministrativo alle azioni di governo del territorio. I progetti relativi ad interventi strutturali, indipendentemente dagli aspetti dimensionali, vanno sottoposti all’esame di detto Servizio, ai fini dell’analisi sull’impatto ambientale e della valutazione delle opere di mitigazione, recupero e compensazione (anche per gli interventi pregressi); tali analisi costituiscono pareri obbligatori da sottoporre alla Commissione Consigliare “edilizia, territorio e ambiente” ed alla Consulta Ambiente. Il Servizio coordina le attività legate alla raccolta rifiuti, al monitoraggio dei parametri di qualità ambientale, alla gestione del verde pubblico ed alla divulgazione e didattica, in collaborazione con la Biblioteca Civica, i quartieri, le associazioni, le scuole, … Inoltre per una città come Venaria, a vocazione turistica, non può mancare un Ufficio per il Turismo in grado di essere punto di convergenza di tutte le proposte ricettive e culturali del territorio, vetrina della città dell’intera area metropolitana. In ogni caso, per un corretto sviluppo di quanto sopra illustrato, occorre una programmazione puntuale degli obiettivi. In particolare il PEG (Piano Economico di Gestione) dovrebbe essere uno strumento di lavoro aggiornato dai dirigenti in tempo reale e verificato costantemente dalla politica, dall’esecutivo, dal Sindaco. Il PEG è la fotografia fedele di quello che avviene negli uffici (compresi i flussi) in modo da verificare quali sono i servizi sotto stress e quali no. Questo semplice accorgimento, in applicazione della legge, se fatto con approccio corretto potrebbe, già da solo, consentire una riorganizzazione delle risorse flessibile e tempestiva

Lotta all’evasione fiscale sui tributi di natura comunale

Seguendo le indicazioni di Sergio Mattarella tutti gli operatori sociali devono impegnarsi nella lotta contro la corruzione.
“Non sarà mai abbastanza sottolineata – argomenta il Capo dello Stato – l’alterazione grave che deriva alla vita pubblica, al sistema delle imprese, al soddisfacimento dei bisogni della comunità, dal dirottamento fraudolento di risorse verso il mondo parallelo della corruzione”.
Assimilabile alla corruzione è l’evasione fiscale, tema da troppo tempo tenuto in ombra per paura di perdere voti, e la presenza delle mafie che fanno affari attraverso sistemi di economia sbilanciata.
Chi corrompe per avere vantaggi, chi evade il fisco, chi appoggia anche tacitamente le mafie oramai presenti sul territorio, ruba valore e reddito agli altri cittadini e questo in una amministrazione che ha come uno degli obiettivi il bene comune dei cittadini deve essere un principio ispiratore in tutte le decisioni e azioni che saranno intraprese.
Lotta all’evasione fiscale significa altrimenti recupero di risorse da destinare al capitolo di bilancio della spesa sociale.

34 Le riorganizzazioni vanno impostate sulla base di precisi criteri e motivazioni. L’esperienza deve essere valorizzata e le competenze tutelate. Le posizioni organizzative vanno pesate rispetto alle reali situazioni emergenti dal PEG e non con tetti già fissati e numeri che devono tornare; le lauree, i master e altri titoli vanno valutati in sede di assegnazione, rispetto alla quale deve esserci un confronto tra i partecipanti alla selezione, anche per conferire maggiore credibilità al ruolo. È necessario capire chi fa che cosa, e soprattutto si deve riconoscere il lavoro di chi fa quella cosa e non di altri (in coerenza con diverse sentenze della Corte dei Conti).