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ANTROPOCENE: ovvero la sesta estinzione della biodiversità di massa

Diadmin

Dic 22, 2020

In cento anni 27.000 specie di animali si sono estinte e la colpa è nostra. Dall’inizio del 1900 le specie animali che popolano il Pianeta si sono più che dimezzate. Circa un milione di specie animali e vegetali rischiano l’estinzion. Secondo il rapporto del 2019 del panel dell’Onu sulla biodiversità si tratta di un numero senza precedenti nella storia dell’umanità (B. CELLI, 2020). Negli ultimi cinquecento milioni di anni ci sono state cinque grandi estinzioni di massa (e l’uomo non esisteva ancora), causate da rapidi sconvolgimenti ecologici: impatti di asteroidi, grandi eruzioni vulcaniche, cambiamenti climatici globali, oscillazioni di livello di ossigeno nei mari, deriva dei continenti,… Ma oggi se ne sta annunciando una sesta: in questa l’uomo “sapiens” (o“demens”, ovvero l’uomo che è una commistione, un ibrido di ragione ed emozione, saggezza e follia, ordine e disordine, calma e irrequietezza, crisi e progetto, rigore ed eccesso e persino santità e delirio.) è pesantemente presente. Il sovrappopolamento, la deforestazione, il consumo di suolo, l’aumento delle aree urbanizzate e l’intrusione dell’uomo negli ambienti naturali, il disboscamento a favore di agricoltura e di allevamenti intensivi, le estrazioni minerarie, le cementificazioni selvagge, i vari inquinamenti dell’aria e dell’acqua,… stanno portando al depauperamento degli ecosistemi, alla riduzione della capacità dei sistemi naturali di immagazzinare carbonio, alla maggiore diffusione di agenti patogeni. Molte malattie zoonotiche hanno potenziale pandemico; si tratta zoonosi tra le quali l’OMS cita quali esempi: rabbia, leptospirosi, antrace, SARS, MERS, febbre gialla, HIV, Ebola, Chikungunya e i Coronavirus,…; sono centinaia considerando quelle meno conosciute. Le malattie dell’uomo infatti neI 75% dei casi sono causate da trasmissioni dagli animali che trasportano vari patogeni quali batteri, virus, parassiti di varie specie. La scienza è chiara: se continueremo a sfruttare la fauna selvatica, gli allevamenti intensivi e ad alterare gli equlibri ambientali, negli anni a venire dovremo afrontare un flusso costante di queste malattie epidemiche che si trasmettono dagli animali agli umani (eventi zoonotici). Un rapporto del WWF dello scorso giugno è giunto alle stesse conclusioni. Considerando le concause elencate sopra, il cambiamento climatico interagisce con ciascuna di esse (deforestazione e incendi, diffusione di specie “aliene” che trovano nuovi ambienti favorevoli, inquinamento,…), peggiorando l’esistente. Quindi il cambiamento climatico antropico sarà un moltiplicatore della sesta estinzione di massa, accelerandola e aggravandola a tutti i livelli. Anche in passato si sono verificati cambiamenti climatici, e le varie specie si sono adattate; questa volta però il mutamento è molto più veloce, non per l’alternarsi di cicli naturali, ma a causa delle attività umane che alterano il clima e su una biodiversità già sottoposta a fortissima pressione. Si tratta esattamente di quella “tempesta perfetta” che sarà fatale: è già in corso, non stiamo facendo abbastanza e pagheremo un conto salato per questa miopia.

Venaria, novembre 2020

Piero BOGLIANO

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