{"id":1487,"date":"2021-01-17T10:37:50","date_gmt":"2021-01-17T10:37:50","guid":{"rendered":"https:\/\/sinistracivica.it\/?p=1487"},"modified":"2021-01-17T10:37:51","modified_gmt":"2021-01-17T10:37:51","slug":"il-piano-shockitalia-120-miliardi-quali-problemi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sinistracivica.it\/index.php\/2021\/01\/17\/il-piano-shockitalia-120-miliardi-quali-problemi\/","title":{"rendered":"IL PIANO \u201cSHOCKITALIA\u201d (120 miliardi), QUALI PROBLEMI?"},"content":{"rendered":"\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"50\" height=\"50\" class=\"wp-image-1428\" style=\"width: 50px;\" src=\"https:\/\/sinistracivica.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/cropped-cropped-logo-nuovo-web-1.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/sinistracivica.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/cropped-cropped-logo-nuovo-web-1.jpg 238w, https:\/\/sinistracivica.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/cropped-cropped-logo-nuovo-web-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 50px) 100vw, 50px\" \/><strong>ANTEPRIMA<\/strong>. In uno spettacolo di tanto tempo fa, Beppe GRILLO raccont\u00f2 una storiella interessante qui riproposta, in termini ovviamente non fedeli all\u2019originale.<br>Un anziano contadino si reca alla sede della sua banca e si rivolge ad un giovane cassiere che, tra l\u2019altro, conosce bene, in quanto figlio di un suo vecchio amico, per chiedergli: \u201cpuoi verificare a quanto ammonta il totale del mio patrimonio?\u201d Il cassiere, dopo un breve controllo al computer, gli<br>risponde prontamente: 64 milioni di lire. Allora l\u2019anziano contadino chiede di prelevare quel patrimonio. Il cassiere, stupito e confidando nel rapporto di amicizia tra i due, chiede la ragione di tale richiesta. L\u2019anziano risponde: \u201cnon voglio portare via quei soldi, li voglio semplicemente vedere, dopo li puoi rimettere in cassaforte; voglio essere sicuro che quei soldi ci siano davvero; sono il frutto dei risparmi di decenni di duro lavoro nei campi; ormai sono vecchio e potrei averne bisogno e sento forte la necessit\u00e0 di verificare l\u2019effettiva esistenza del mio piccolo patrimonio\u201d. La storiella procede con il disperato ed inutile tentativo del cassiere di spiegare che non \u00e8 possibile soddisfare a tale richiesta perch\u00e9 i movimenti dei soldi, salvo piccole quantit\u00e0, avvengono mediante meccanismi complessi, ovvero attraverso una sorta di gestione virtuale, come avviene in tutto il<br>mondo, con meccanismi della finanza che gli economisti e gli operatori bancari conoscono bene; a loro bisogna rivolgersi con fiducia. Perci\u00f2 il cassiere dice all\u2019anziano: \u201cstai sicuro, i tuoi soldi ci sono, anche se non esistono materialmente; fidati!\u201d. L\u2019anziano esce dalla sede della banca poco<br>fiducioso. Lui \u00e8 un uomo concreto, abituato alla solidit\u00e0 reale della terra, al rapporto materiale con le persone, alla fatica del suo lavoro,\u2026 e ora deve fidarsi, per quanto ha capito, del fatto straordinario di possedere un piccolo patrimonio apparentemente (o realmente?) inesistente, ma di cui pu\u00f2 disporre a piacimento. Ma questa \u00e8 solo l\u2019anteprima.<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo RENZI ed il suo partito \u201cItalia Viva\u201d hanno proposto, con particolare determinazione, un piano \u201cshockItalia\u201d da 120 miliardi di euro in tre anni da spendere subito per sbloccare le opere pubbliche e quindi per rilanciare alla grande l\u2019economia: nuove infrastrutture, burocrazia semplificata e una<br>gestione commissariale con un forte intervento pubblico. L\u2019alta velocit\u00e0 non deve arrivare solo a Bari, ma fino a Lecce e in tutto il Sud, bisogna rilanciare il sistema dei porti e degli aeroporti, come quello di Firenze, con 74 miliardi per strade e autostrade. Negli elenchi di opere pubbliche da sbloccare \u00e8 prevista anche la metropolitana a Roma e il sistema delle tramvie. Vengono anche citati gli interventi sul dissesto idrogeologico, per ricostruire le fogne in Sicilia e nel resto del Mezzogiorno e per la<br>ristrutturazione di scuole (tre miliardi) e ospedali (due miliardi).<br>\u201cSembra\u201d che ci siano 120 miliardi in qualche cassetto, gi\u00e0 pronti, oppure che siano gi\u00e0 disponibili ipotetici finanziamenti per i prossimi tre anni per sbloccare opere pubbliche delle quali \u201csembra\u201d siano gi\u00e0 disponibili i relativi progetti; tuttavia non sono ancora pronte tutte le autorizzazioni<br>necessarie per far partire i cantieri a causa di un sistema burocratico-amministrativo troppo farraginoso e perci\u00f2 di grave ostacolo rispetto agli interventi necessari per far ripartire l\u2019economia, la crescita del PIL e quindi il lavoro. A questo proposito il piano \u201cshockItalia\u201d ipotizza anche una<br>riforma sostanziale della burocrazia e quindi degli iter autorizzativi dei cantieri.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una proposta affascinante. Se applicata e se funzionasse, rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione per il nostro Paese; si inizierebbe un percorso che potrebbe comportare la risoluzione di<br>molti problemi sociali ed economici emersi in questi ultimi venti anni. Una proposta considerata con interesse dalle forze politiche, dagli imprenditori, dai sindacati,\u2026 Ma \u00e8 tutto oro ci\u00f2 che luccica?<br>Esaminiamo un punto essenziale: la burocrazia. Quante volte ne abbiamo sentito parlare da diversi opinion-leaders nelle trasmissioni televisive o lo abbiamo letto sulla carta stampata o sui social?<br>Sembrano tutti concordi: la burocrazia \u00e8 considerata uno dei principali ostacoli per lo sviluppo economico, non inferiore alla corruzione, alla malavita organizzata e alle scarse competenze dei funzionari e dei tecnici della pubblica amministrazione. Si tratta di una opinione piuttosto diffusa,<br>raccontata e denunciata in pi\u00f9 occasioni, cos\u00ec dimostrando, in realt\u00e0, parecchia superficialit\u00e0. La situazione \u00e8 ben pi\u00f9 complessa, essenzialmente dovuta alle spiccate peculiarit\u00e0 del territorio italiano:<br>! Le correnti ascensionali del mantello tendono ad alimentare la crosta oceanica del Tirreno che quindi si allarga spingendo la penisola italiana verso Nord-Est, come in una sorta di rotazione antioraria che ha il suo cardine nel triveneto. Al contrario del resto del continente europeo,<br>geologicamente pi\u00f9 antico e stabile, il nostro territorio \u00e8 molto instabile. I comuni interessati da rischio sismico pi\u00f9 o meno elevato sono la netta maggioranza. Si \u201csalvano\u201d la Sardegna, la Puglia meridionale e le regioni dell\u2019Italia settentrionale centrale e occidentale <strong>(Quasi l\u2019intero territorio<br>italiano \u00e8 zona sismica, situazione unica in Europa).<\/strong><br>! Situazione unica in Europa anche per la presenza di vulcani, non solo i principali, quali l\u2019Etna (effusivo) ed il pericolosissimo Vesuvio (esplosivo), ma anche quelli sui fondali marini basaltici del Tirreno in espansione per l\u2019ascesa di correnti calde dal sottostante mantello.<\/p>\n\n\n\n<p>Le aree ad elevata criticit\u00e0 idrogeologica sono molto estese, quasi il 10 % del territorio nazionale; ad esse occorre aggiungere quelle a rischio moderato. Solo il 20 % dei comuni non presenta problemi di rischio idrogeologico. L\u2019elevata criticit\u00e0 deriva dal notevole sviluppo delle aree di alta collina e delle montagne, con versanti ripidi, sui quali scorrono le acque su un reticolo idrografico fitto ed articolato, caratterizzato da elevati trasporti solidi, diversamente da quanto accade nella maggior parte del continente europeo.<br>! La densit\u00e0 di popolazione nel mondo \u00e8 pari a 48 abitanti\/km2. 113 abitanti\/km2 quella media dell\u2019Unione Europea. In Italia \u00e8 pari a 206 abitanti\/km2 che raggiunge il valore di 415 abitanti\/km2 (tra le pi\u00f9 elevate nel pianeta) in pianura, che occupa poco pi\u00f9 di un quinto del territorio nazionale, proprio dove si prevedono quasi tutti gli interventi del succitato piano \u201cshockItalia\u201d.<br>! L\u2019Italia si trova al centro del Mediterraneo, con forte estensione lungo i meridiani, \u201cponte\u201d tra i due continenti Europa ed Africa, con fasce altimentriche (climatiche) dal mare fino a 5.000 metri di altitudine, esposta ai venti di tutti i quadranti, dominata da paesaggi caratteristici in funzione della lunga e complessa storia umana,\u2026 Il risultato \u00e8 il notevole livello di biodiversit\u00e0: una straordinaria area di concentrazione di specie e di habitat. L\u2019Italia \u00e8 il Paese europeo che presenta il pi\u00f9 alto numero di specie: circa la met\u00e0 di quelle vegetali ed un terzo di quelle animali presenti in Europa. Alcuni gruppi, come alcune famiglie di invertebrati, sono presenti in misura doppia o tripla, se non ancora maggiore, rispetto ad altri Paesi europei.<\/p>\n\n\n\n<p>! Secondo Oscar FARINETTI (cfr. video su \u201cla fortuna di nascere in Italia\u201d &#8211; YouTube\u201d) in Italia, pur rappresentando lo 0,5 % della superficie del pianeta e lo 0,8 % dei cittadini del mondo, sono presenti 7.000 specie di vegetali commestibili; il secondo Paese al mondo (Brasile ) ne ha 3.300.<br>Sono presenti 58.000 specie animali; il secondo paese al mondo (Cina) ne ha 20.000. 1.200 vitigni autoctoni; il secondo Paese \u00e8 la Francia con 222. 533 cultivar di olive; il secondo Paese \u00e8 la Spagna con 80. 144 cultivar di grano duro; al secondo posto gli USA con 6.<br><strong>!<\/strong> La lista UNESCO del patrimonio culturale e naturale mondiale include oltre 1.030 siti di valore universale in 163 Paesi del mondo. Attualmente l\u2019Italia \u00e8 la Nazione che ne detiene il maggior numero, pari a 51, ai quali se ne aggiungono altri due nel Vaticano. Nel nostro Paese vi \u00e8 la pi\u00f9 alta<br>\u201cconcentrazione\u201d di beni ambientali e culturali: 46.025 beni architettonici vincolati (oltre ad altri 5.668 non sottoposti a vincoli), 3.847 musei, 240 aree archeologiche, 12.936 biblioteche.<br><strong>!<\/strong> Per le ragioni succitate l\u2019Italia pu\u00f2 vantare una bellezza unica del paesaggio, che ha ben pochi riscontri nel resto del mondo, tutelato dall\u2019art. 9 della Costituzione (La Repubblica promuove lo<br>sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione).<br><strong>!<\/strong> Secondo ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, 2019) in Italia, nel 2018, sono stati cementificati 51 km2 di territorio (14 ettari\/giorno, 2 m2 \/secondo). Per ogni italiano<br>corrispondono 380 m2 di superfici cementificate (+ 2 m2 \/anno). Valori tra i pi\u00f9 elevati in Europa.  Il consumo di suolo cresce nelle aree protette (+ 108 ettari nell\u2019ultimo anno), nelle aree vincolate per la tutela paesaggistica (+1.074 ettari), in quelle a pericolosit\u00e0 media (+673 ha) e da frana (+350 ha)<br>e nelle zone a pericolosit\u00e0 sismica (+1.803 ha). Negli ultimi sei anni l\u2019Italia ha perso superfici in grado di produrre tre milioni di quintali di prodotti agricoli e ventimila quintali di prodotti legnosi e di assicurare lo stoccaggio di due milioni di tonnellate di carbonio e l\u2019infiltrazione di oltre 250<br>milioni di m3 di acqua piovana che ora, scorrendo in superficie non sono pi\u00f9 disponibili per la ricarica delle falde, aggravando il dissesto idrogeologico. Il recente consumo di suolo produce un danno di circa tra 2\/3 miliardi euro\/anno per la perdita dei servizi ecosistemici del suolo.<br>La cosiddetta burocrazia, secondo opinioni sempre pi\u00f9 diffuse, limita, in modo significativo, l\u2019iter procedurale delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione di progetti e per lo sviluppo dei cantieri. Essa agisce in molti modi, ma quello principale \u00e8 la moltiplicazione dei soggetti pubblici<br>(servizi tecnici dei diversi assessorati provinciali e regionali e quelli delle agenzie territoriali) che intervengono nelle istruttorie ponendo problemi e vincoli che allungano i tempi necessari per le autorizzazioni. Si propongono confronti con il resto d\u2019Europa, dove tutto sembra pi\u00f9 semplice e<br>veloce e ci\u00f2 porterebbe gli imprenditori a preferire gli altri Paesi rispetto all\u2019Italia e la realizzazione di progetti proposti dalla pubblica amministrazione risultano pi\u00f9 lenti e costosi. In realt\u00e0 un simile confronto tra quanto accade in Italia e all\u2019estero \u00e8 fuorviante, in quanto non tiene<br>conto del fatto che, come sopra illustrato, il territorio italiano \u00e8 molto speciale. A questo proposito e a titolo esemplificativo, si propone un esempio chiarificatore.<\/p>\n\n\n\n<p>estratto da: \u201cAmbiente, grandi opere e politica\u201d<br><strong>https:\/\/greencrestdotblog.files.wordpress.com\/2019\/03\/2019-ambiente-grandi-opere-e-politica.pdf<\/strong><br>Certamente \u00e8 vero che la realizzazione di un kilometro di strada o di autostrada (o di ferrovia) nel nostro Paese costa da due a tre volte il costo medio europeo e che una parte significativa di questo costo eccessivo \u00e8 dovuta alla burocrazia, inefficienza e corruzione, ma per un\u2019altra porzione, ineludibile, la cause sono ben altre. Abbiamo prima affermato che l\u2019Italia \u00e8 un Paese meraviglioso, per l\u2019alta concentrazione di beni storicoartistici-paesaggistici e per l\u2019elevato tasso di biodiversit\u00e0. A ci\u00f2 si aggiunge una densit\u00e0 di popolazione eccessiva e che si concentra su aree limitate rispetto ad un territorio fortemente montuoso, proprio sulle aree maggiormente interessate alla realizzazione di grandi e piccole opere.<br>Quando si progetta una strada, \u00e8 difficile prevedere un percorso lineare e razionale senza affrontare il problema dell\u2019intercettazione di nuclei abitati, magari caratterizzati da elementi architettonici degni di conservazione. \u00c8<br>difficile evitare di dover attraversare qualche corso d\u2019acqua, anche piccolo, ma capace di improvvise piene rovinose. \u00c8 probabile che tale manufatto interferisca con qualche interessante elemento del paesaggio.<br>Il territorio italiano possiede queste caratteristiche. Immaginiamo la meraviglia di un paesaggio molto articolato, l\u2019intricato mosaico di ambienti naturali, tra loro anche diversi ed intercalati con quelli agricoli e con<br>la presenza di piccoli gioielli rappresentati da borghi e caseggiati spesso ricchi di storia. La bellezza di quel paesaggio \u00e8 anche dovuta alla presenza di colline con alcuni ripidi versanti, il cui delicato equilibrio \u00e8<br>mantenuto grazie alla presenza di fitti boschi residui, alternati a prati e vigneti su antichi terrazzamenti; ma le superfici di quei versanti presentano le pi\u00f9 svariate morfologie a causa di un articolato intreccio di rii e torrenti,<br>le cui acque erodono e trasportano verso valle tonnellate di terra, in un processo continuo e inesorabile di disfacimento di un territorio geologicamente giovane ed ancora oggi sottoposto a significativi fenomeni<br>sismici, quegli stessi che costituirono gli effetti della pi\u00f9 recente orogenesi che gener\u00f2 le condizioni della meraviglia di questo paesaggio.<br>Ora immaginiamo di progettare una strada, importante e indispensabile via di comunicazione, attraverso quel paesaggio, caro ai turisti (importanti per l\u2019economia), fragile sotto il profilo dell\u2019assetto idrogeomorfologico<br>(per i rischi che esso comporta), ricco di storia (le nostre radici), con presenza di entit\u00e0 naturali endemiche (che significa nostra responsabilit\u00e0 per la tutela della biodiversit\u00e0 globale)\u2026 Quanti problemi!<br>Troppo facile progettare una strada su una vasta pianura, con qualche morbida collina, nel resto d\u2019Europa (in Germania, Francia o Spagna), cio\u00e8 nella porzione geologicamente pi\u00f9 antica del continente, quindi pi\u00f9 stabile<br>(assenza di sismicit\u00e0), con reticolo idrografico in migliori condizioni di equilibrio (meno alluvioni, minori erosioni e trasporto solido), per di pi\u00f9 con densit\u00e0 di popolazione e di centri abitati decisamente inferiore.<\/p>\n\n\n\n<p>Progettare una strada nel territorio italiano \u00e8 molto pi\u00f9 complicato ed ai problemi succitati si aggiunge, in alcune aree, anche il vulcanesimo, una della tante attrattive del nostro Paese, ma che pu\u00f2 diventare un problema<br>tremendo e del tutto assente nel resto d\u2019Europa. Se la progettazione e realizzazione di una strada in molte parti del mondo, salvo eccezioni, \u00e8 una delle imprese dell\u2019uomo moderno tra le pi\u00f9 semplici, quasi sempre \u00e8 una vera complicazione nel nostro territorio ed \u00e8 inevitabile che costi in misura significativamente superiore rispetto a quanto accade nel resto d\u2019Europa.<br>Occorre prendere tutte le precauzioni e procedere con la massima cautela, tenendo anche presente che i percorsi pi\u00f9 semplici e facili sono gi\u00e0 stati sfruttati nelle epoche passate, per esempio gi\u00e0 dagli antichi romani (ed \u00e8 una delle ragioni per cui alcune delle loro opere sono ancora in piedi).<br>Ogni progetto va sottoposto con la massima attenzione a procedura di impatto ambientale, in quanto \u00e8 fondamentale ridurre le conseguenze negative sull\u2019ambiente naturale, sull\u2019agricoltura, sul paesaggio, sulla<br>storia dei territori locali interessati dall\u2019opera. Gli eventuali errori si pagherebbero successivamente e molto cari, con conseguente caccia ai responsabili, cio\u00e8 a quei funzionari pubblici oggi troppo spesso accusati di<br>essere i protagonisti negativi di una opprimente burocrazia, ma che sono coloro che inevitabilmente hanno il compito di assumersi le maggiori responsabilit\u00e0 decisionali su adeguatezza, sicurezza e coerenza dei progetti.<br>Possiamo certamente ribadire che la realizzazione delle opere \u00e8 inutilmente ostacolata da eccessiva burocrazia, inefficienza e corruzione. \u00c8 ampiamente riconosciuto l\u2019obiettivo di ridurre l\u2019inefficienza (promuovendo quindi<br>il merito) e di abbattere la corruzione (intollerabile in uno Stato moderno), ma poco si pu\u00f2 contro la burocrazia; questa pu\u00f2 essere migliorata e parzialmente ridotta, ma \u00e8 necessaria quando ben orientata nella gestione<br>progettuale ed operativa dei progetti delle opere da realizzare in un territorio cos\u00ec speciale e difficile come quello che la Natura ci ha consegnato e che abbiamo il compito di custodire per la nostra stessa sopravvivenza e soprattutto per le future generazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto torniamo alla storiella proposta nell\u2019ANTEPRIMA. Proviamo cio\u00e8 a ragionare come quell\u2019anziano contadino. I promotori di un piano di opere pubbliche, la maggior parte delle quali trasportistiche (strade, autostrade, tangenziali, circonvallazioni, ponti, porti ed aeroporti,\u2026), cio\u00e8<br>proprio quelle di maggiore impatto su un territorio cosi prezioso, delicato e pericoloso come quello italiano, sostengono che \u201csi pu\u00f2 e si deve fare\u201d prevedendo un investimento di 120 miliardi.<br>A questo punto proviamo a proporre la stessa domanda dell\u2019anziano contadino: dove sono i 120 miliardi? In quale cassetto di quale cassaforte (reali o virtuali o immaginari o concreti o\u2026)? Sono veramente e realmente disponibili?<br>Nella situazione socio-economica nella quale ci troviamo, quando tutti sostengono che, a causa della crisi economica, della mancanza di lavoro, di scarsa o nulla crescita,\u2026 le risorse disponibili sono assai scarse, sapere che sono disponibili 120 miliardi da investire in pochi anni, allora sarebbe bene<br>discutere con particolare attenzione su quali settori investire.<br>Diversamente da quanto annunciato \u00e8 assai discutibile il fatto che, per esempio, a sanit\u00e0 e scuola vengano praticamente riservate delle briciole, mentre la maggior parte delle risorse ipotizzate vengano destinate per cantieri relativi ad infrastrutture, cio\u00e8 per quegli interventi che costituiscono la causa maggiore del disfacimento della Bell\u2019Italia.<br>Sarebbe bene invece invertire i termini, ossia riservare la quasi totalit\u00e0 di quel pacchetto di 120 miliardi ai settori di cui veramente vi \u00e8 pi\u00f9 bisogno: sanit\u00e0, scuola, ambiente, cultura e ricerca, che sono quelli veramente rappresentativi di una societ\u00e0 moderna, democratica e solidale e in grado, come per qualunque altro settore nel quale si decide di investire, di innescare la formazione di nuovi posti di lavoro.<br>Tutto ci\u00f2 sempre ammesso che quel pacchetto di 120 miliardi di euro sia realmente disponibile, ma rimane sempre un ragionevole dubbio. Forse la diffidenza di quell\u2019anziano contadino \u00e8 ampiamente giustificata.<br>Torino, marzo 2020<br>Gian Carlo PEROSINO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANTEPRIMA. In uno spettacolo di tanto tempo fa, Beppe GRILLO raccont\u00f2 una storiella interessante qui riproposta, in termini ovviamente non fedeli all\u2019originale.Un anziano contadino si reca alla sede della sua banca e si rivolge ad un giovane cassiere che, tra l\u2019altro, conosce bene, in quanto figlio di un suo vecchio amico, per chiedergli: \u201cpuoi verificare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1488,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-1487","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>IL PIANO \u201cSHOCKITALIA\u201d (120 miliardi), QUALI PROBLEMI? - SINISTRA CIVICA<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/sinistracivica.it\/index.php\/2021\/01\/17\/il-piano-shockitalia-120-miliardi-quali-problemi\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"IL PIANO \u201cSHOCKITALIA\u201d (120 miliardi), QUALI PROBLEMI? - SINISTRA CIVICA\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"ANTEPRIMA. 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