{"id":748,"date":"2020-08-14T22:09:25","date_gmt":"2020-08-14T22:09:25","guid":{"rendered":"https:\/\/sinistracivica.it\/?page_id=748"},"modified":"2020-08-14T22:09:26","modified_gmt":"2020-08-14T22:09:26","slug":"venaria-solidale-salute-benessere-comunita","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sinistracivica.it\/index.php\/venaria-solidale-salute-benessere-comunita\/","title":{"rendered":"Venaria solidale: salute, benessere, comunit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p><span style=\"color:#0043d3\" class=\"has-inline-color\">L\u2019idea \u00e8 quella di uscire dalla logica degli interventi tradizionali di carattere assistenziale e standardizzati, consapevoli che agire quotidianamente per soddisfare i bisogni emergenti, soprattutto le nuove povert\u00e0 educative, occorre lavorare costantemente rendere i servizi erogati sempre pi\u00f9 flessibili e adattabili alle diverse esigenze. In tal senso, la redazione di un Piano regolatore sociale \u00e8 utile per effettuare una ricognizione dello stato dei Servizi offerti e nel contempo avere una mappa dei bisogni, una conoscenza approfondita dei problemi, l\u2019analisi<br>reale del contesto territoriale.<br>Secondo la rilevazione di Caritas Italia, svolta nel mese di giugno, sono 450 mila le persone che si sono rivolte ai centri Caritas territoriali,<br>e per un terzo \u00e8 stata la prima volta. Numeri preoccupanti che danno l\u2019idea di come siano aumentati i problemi legati alla perdita del<br>lavoro e delle fonti di reddito dovuti al Covid.<br>Sar\u00e0 necessario stanziare maggiori risorse economiche ma anche attivare le reti della comunit\u00e0 formate dal Comune e dagli Enti del Terzo Settore per condividere insieme le modalit\u00e0 per offrire un supporto concreto alle famiglie in situazione di bisogno.<br>L\u2019obiettivo \u00e8 costruire un welfare di comunit\u00e0, consolidando la rete tra Amministrazione e terzo settore (enti no-profit, associazioni, parrocchie, caritas) al fine di individuare le priorit\u00e0, pianificare gli interventi in un\u2019ottica di visione integrata dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari, per realizzare insieme politiche sociali che promuovano inclusione e solidariet\u00e0.<br>\u00c8 quello che intendiamo fare prevedendo l\u2019istituzione della Consulta per la Solidariet\u00e0. Un Tavolo di Programmazione e Lavoro che affianchi il Comune, e l\u2019Assessore delegato, nel difficile compito di gestire questo difficile momento.<br>La Consulta sar\u00e0 composta dalle Caritas Parrocchiali, dalle Associazioni sociali e dal Consorzio dei Servizi Sociali (CISSA).<br>Un luogo permanente di coordinamento, scambio e confronto per elaborare e realizzare le politiche sociali, riattivare le preziose risorse<br>del volontariato e sviluppare percorsi di mutuo aiuto tra le famiglie.<br>In quest\u2019ottica la nostra citt\u00e0 vanta due specificit\u00e0 da mettere a sistema. Da un lato il possibile utilizzo, in funzione sociale e\/o sanitaria<br>delle strutture gi\u00e0\u2019 presenti; dall\u2019altro la nostra ASM (azienda speciale multiservizi) con la rete di farmacia comunali che rappresentano<br>un\u2019eccellenza nel panorama provinciale per i servizi che fanno e per quelli che potrebbero fare.<br>Per questo, \u00e8 necessario che il tema Salute venga presidiato anche dal nostro Comune e messo in agenda all&#8217;interno di un tavolo di lavoro che vede la partecipazione della Regione Piemonte, dell&#8217;ASL e del Comitato dei sindaci del distretto nord-ovest.<\/span><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><span class=\"has-inline-color has-accent-color\">Gestione integrata del welfare locale<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La crisi finanziaria che stiamo attraversando da pi\u00f9 di un decennio e i suoi riflessi sull\u2019economia reale hanno portato ad un arretramento dello \u201cstato sociale\u201d, che vede la cancellazione di fondamentali diritti sociali. Nella crisi aumentano disoccupazione, povert\u00e0, disuguaglianze. Contemporaneamente lo stato sociale viene smantellato, riducendo<br>cos\u00ec la capacit\u00e0 di risposta delle istituzioni pubbliche ai bisogni vecchi e nuovi.<br>L\u2019azzeramento del fondo nazionale sulla non autosufficienza, il quasi azzeramento di quello per le politiche sociali, i tagli agli enti locali stanno determinando un forte ridimensionamento, quando non la chiusura dei servizi e delle prestazioni sociali. Questo processo \u00e8 l\u2019esternalizzazione di servizi pubblici, cos\u00ec il settore \u201cpubblico\u201d per carenza di risorse viene sostituito da quello \u201cprivato\u201d e i diritti, garantiti dalla Costituzione, spesso vengono negati.<br>Anziani, persone con disabilit\u00e0, minori e operatori del settore vengono abbandonati a loro stessi in nome del rigore e del bilancio, facendo emergere una concezione folle che considera le risorse per il sociale costi improduttivi da tagliare.<br>Nella nostra citt\u00e0, esistono emergenze sociali dovute alla crisi: disoccupazione, bassi redditi, emergenze abitative, difficolt\u00e0 di accesso ai servizi sanitari e perfino all\u2019istruzione scolastica. Per affrontare tali emergenze e in coerenza ai principi di \u201cSostenibilit\u00e0, equit\u00e0 e solidariet\u00e0\u201d, gi\u00e0 enunciati nella premessa e sui quali si fonda il nostro programma,<br>proviamo a formulare ipotesi di intervento, che se non risolvono almeno attenuano alcune situazioni di emergenza sociale.<br>Un\u2019amministrazione che vuole intervenire nel complesso sistema del welfare locale non pu\u00f2 trascurare la conoscenza approfondita dei problemi, l\u2019analisi reale dei bisogni, la pianificazione, la priorit\u00e0 e la programmazione degli interventi, la gestione integrata dei servizi sociali, socio-assistenziali e socio-sanitari, cio\u00e8 non pu\u00f2 esimersi da un lavoro quotidiano, costane ed attento, anche per rimuovere \u201csacche\u201d di assistenzialismo dispersivo.<br>Nell\u2019individuazione di alcune priorit\u00e0 d\u2019intervento, particolare attenzione va rivolta al ruolo sociale della famiglia, intesa come una delle risorse polivalenti di benessere individuale e sociale e rispetto alla quale \u00e8 necessario valorizzarne le funzioni, integrandole organicamente e di concerto con altre soggettivit\u00e0 educative presenti sul territorio.<br>E\u2019 necessario incentivare le politiche sociali rivolte, ad esempio, al sostegno della maternit\u00e0, alle famiglie numerose, ai nuclei monogenitoriali, al sostegno e prevenzione del disagio giovanile, all\u2019assistenza di cure domiciliari per gli anziani non autosufficienti, ai portatori di handicap, a coloro che vivono situazioni di grave disagio sociale.<br>Per far fronte nell\u2019immediato, anche se solo in parte, alle problematiche sinora citate, il Comune pu\u00f2:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>prevedere l\u2019apertura di uno sportello di informazione e consulenza per coloro che vivono in situazioni di povert\u00e0 e disagio;<\/li><li>monitorare lo stato del patrimonio immobiliare (pubblico e privato) per rispondere alla considerevole domanda per l\u2019assegnazione di alloggi di edilizia pubblica;<\/li><li>progettare percorsi di formazione professionale rivolti ad una ricollocazione lavorativa;<\/li><li>attivare procedure per il recupero di strutture inutilizzate per creare strutture di ricezione, alloggi adibiti a foresteria per famiglie in emergenza abitativa, donne a rischio violenza, pazienti non residenti sottoposti a trattamenti terapeutici e costretti a risiedere in prossimit\u00e0 dei centri ospedalieri, \u2026<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><span class=\"has-inline-color has-accent-color\"><strong>Piano regolatore sociale<\/strong><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Il Piano regolatore sociale si propone di effettuare una ricognizione dello stato dei Servizi offerti, nonch\u00e9 degli enti (Istituzioni e no profit) con i quali elaborare percorsi di welfare comunitario, rinforzando le reti di prossimit\u00e0, per attuare politiche sociali che promuovano inclusione e solidariet\u00e0. In particolare:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>il passaggio, in modo complementare, dalla programmazione della domanda alla programmazione dell\u2019offerta, con l\u2019obiettivo di far emergere il sommerso;<\/li><li>la partecipazione degli esperti tecnici e grezzi, ovvero dei testimoni privilegiati;<\/li><li>la comparazione degli assistiti con gli aventi diritto e relativi costi;<\/li><li>la gestione dei dati raccolti utili alla programmazione.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><span class=\"has-inline-color has-accent-color\">La salute dei cittadini e monitoraggio del nuovo presidio sanitario<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br>La salute, giova ricordarlo, \u00e8 un diritto essenziale previsto in Costituzione, parimenti occorre premettere che in ambito sanitario ai comuni viene affidato un generico potere di controllo e indirizzo, ma di fatto, con la modifica del titolo V, escono dalla gestione e dal governo effettivo della sanit\u00e0.<br>Il sindaco \u00e8 il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio e il consiglio comunale condivide questa responsabilit\u00e0. Allo stato attuale, per una modifica della legge 833\/78 non sono pi\u00f9 i sindaci a gestire il servizio sanitario anche se ad essi sono affidati poteri di programmazione, di controllo <sup>23<\/sup> e di giudizio sull\u2019operato del direttore generale delle ASL. I compiti del sindaco sono quindi comunque ampi, soprattutto il sindaco deve conoscere lo stato di salute della propria popolazione, deve prendere provvedimenti se le condizioni ambientali<br>sono invivibili, se esistono pericoli incombenti e, per la direttiva Seveso, deve informare la popolazione dei rischi rilevanti cui \u00e8 sottoposta. La salute ed il benessere dei cittadini costituiscono un tema pi\u00f9 complesso ed articolato, non strettamente riconducibile al solo servizio sanitario, quanto piuttosto al contesto ambientale e alla qualit\u00e0 della vita dei propri cittadini. Va da s\u00e9, che il degrado ambientale e l\u2019impoverimento economico della popolazione comportino danni allo stato di salute di molti cittadini, i quali devono ricorrere al servizio sanitario e socio-sanitario.<br>A Venaria un tema che ha suscitato maggiori preoccupazioni \u00e8 stato quello del vecchio ospedale di piazza dell\u2019Annunziata, ormai lasciato al suo destino vuoi per il trasferimento in altre strutture dei servizi ambulatoriali, vuoi per la decadenza strutturale degli edifici e l\u2019obsolescenza delle attrezzature.<br>Merita a questo punto ricordare una data importante: 22 dicembre 2009, quando nella chiesa di S. Uberto (Reggia di Diana), \u00e8 stato firmato l\u2019accordo di programma fra la Regione Piemonte, l\u2019ASL TO3 e il Comune<br>di Venaria Reale per la realizzazione di una nuova struttura sanitaria<sup>24<\/sup>.<br>Considerato l\u2019aggravarsi della crisi economico-finanziaria, emerge un quadro politico-economico che non garantisce la rinuncia a ulteriori \u201ctagli\u201d del sistema sanitario, gabellato come programma di razionalizzazione, ma che potrebbero presagire ad un ridimensionamento funzionale del presidio di Venaria. Occorre, dunque, vigilare attentamente<br>sulla realizzazione dei lotti successivi, quale completamento dell\u2019accordo di programma del 2009 a cui non si deve disattendere.<br>Il capitolo salute \u00e8 regolato dalla L.N. 135\/2012 che detta i criteri, i limiti di gestione e di attuazione alle istituzioni territoriali come le Regioni ed i Comuni. Le regioni, con \u201cil patto per la salute 2014-2016\u201d, hanno l\u2019onere di realizzare nel dettaglio la distribuzione dei servizi, dei costi, delle prestazioni di vario livello e delle specialit\u00e0. Tale attivit\u00e0 \u00e8 svolta anche con la partecipazione dell\u2019assemblea dei sindaci. \u00c8 su questo tratto decisionale che le amministrazioni comunali possono intervenire con proposte e richieste. Un comune non pu\u00f2 decidere su tutto, ma pu\u00f2 operare per razionalizzare e convogliare risorse e servizi verso il proprio territorio a seconda delle esigenze locali. Da questo punto di vista \u00e8 quindi possibile, anche per la nostra citt\u00e0, ottenere risultati concreti, ma a condizione di una forte capacit\u00e0 di rappresentanza politica e di autorevolezza, da parte dell\u2019amministrazione.<br>Per un\u2019amministrazione comunale si aprono spazi d\u2019intervento nel settore dei servizi sociali e socio-sanitari avviando azioni di governo per uno sviluppo dell\u2019assistenza e cura domiciliare, il potenziamento della collaborazione con le associazioni territoriali di volontariato (es. Croce Verde e associazioni dedite all\u2019assistenza domiciliare).<br>Pi\u00f9 in dettaglio si propone:<br>\u2022 il tema del nuovo presidio va affrontato sulla base di esigenze reali dei cittadini in funzione del riordino di un<br>sistema sanitario nuovo e moderno, ben organizzato a livello territoriale ed in grado di garantire il miglior livello tecnologico delle prestazioni<sup>25<\/sup>;<br>\u2022 occorre contestare i tagli alla sanit\u00e0, ma lo spreco in questo settore \u00e8 imperdonabile; il risparmio ottenuto dalla razionalizzazione funzionale e territoriale del sistema dei presidi ospedalieri \u00e8 una risorsa che va mantenuta nello specifico capitolo di bilancio;<br>\u2022 la riorganizzazione della sanit\u00e0 in un nuovo e moderno sistema consente una quota di risparmio grazie alla maggiore efficienza, ma per ottenere risultati concreti nella qualit\u00e0\/quantit\u00e0 dei servizi\/prestazioni alle persone, come legittimamente atteso insieme al progresso, \u00e8 comunque inevitabile l\u2019incremento (o almeno il mantenimento) della spesa pubblica in questo settore;<br>\u2022 un sistema sanitario moderno ed efficiente, basato sul riordino delle tipologie funzionali dei presidi e della corretta perimetrazione delle aree e dei distretti, andrebbe rivisto sulla base delle esigenze reali dei territori, evitando i condizionamenti e le pressioni politiche caratterizzate da motivazioni opportunistiche e clientelari<sup>26<\/sup>;<br>\u2022 vigilare con determinazione e perseveranza per garantire il funzionamento del Centro di Primo Intervento sulla base delle 24 ore (con la completa disponibilit\u00e0 dell\u2019autoambulanza medicalizzata);<br>\u2022 progettare e potenziare l\u2019attuale sistema di trasporto pubblico in vista della realizzazione del nuovo presidio sanitario<sup>27<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p><em><sup>23<\/sup> DLg 299\/99 (decreto Bindi)<br><sup>24<\/sup> Costo previsto: 48 milioni di euro, con copertura da parte della Regione del 66% (32 milioni di euro). Il resto a carico dello Stato e della ASL TO3; il comune di Venaria, dal canto suo, mette a disposizione l\u2019area di via Don Sapino (~ 30.000 mq) con cessione gratuita del diritto di superficie per 99 anni e l\u2019impegno sull\u2019approntamento della viabilit\u00e0 e accessibilit\u00e0 alla struttura.<br>Nel comunicato stampa congiunto di ASL TO3 e comune di Venaria (pubblicato nello stesso giorno) veniva dichiarato: \u201cSi prevede una prima tappa, che si \u2026 configura come una scatola che comunque consente di realizzare, anche in un momento successivo, la struttura completa per la quale \u00e8 disponibile una prima risorsa di 18 milioni di euro\u201d. Il primo lotto funzionale doveva essere costruito in tempi brevi (come sembra sia avvenuto, cio\u00e8 limitatamente alla realizzazione dell\u2019edificio), ma in modo da procedere con i lotti successivi. Per tale ragione si ribadiva l\u2019importanza di avere ben presenti le caratteristiche dell\u2019opera completa<br>e delle sue funzioni che evidentemente dovevano condizionare il primo intervento. Esse sono illustrate nel documento sul \u201c\u2026riordino e la valorizzazione del presidio di Venaria Reale\u201d e nel relativo allegato \u201ccentro di assistenza primaria (CAP) di Venaria Reale\u201d del 23 settembre 2013, a cura dell\u2019ASL TO3. In quel documento si afferma che il territorio di interesse \u00e8 \u201c\u2026il Distretto di Venaria Reale\u2026\u201d che \u201c\u2026si estende su una superficie di 144,94 km2 con una densit\u00e0 abitativa di 602,68 abitanti\/<br>km2\u2026\u201d per un bacino di utenza di quasi 90.000 abitanti: numeri che condizionano le caratteristiche progettuali dimensionali della nuova struttura.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><sup>25<\/sup> Ci\u00f2 comporta, da parte del comune, la richiesta all\u2019ASL ed alla Regione della redazione del profilo e piano di salute (PEPS, previsto per ciascuno Distretto sanitario dalla Legge Regionale 18 del 06\/08\/2007) con cui definire gli obiettivi prioritari di salute e benessere, identificare i soggetti coinvolti, i rispettivi ruoli e i contributi specifici, attivare gli strumenti di valutazione del raggiungimento degli obiettivi. Esiste un altro strumento, sempre indicato dalla norma succitata: il piano attuativo locale; \u00e8 lo strumento di programmazione con il quale, nell&#8217;ambito delle disposizioni della programmazione sociosanitaria regionale e degli indirizzi impartiti dalle conferenze dei sindaci, le ASL programmano le attivit\u00e0 da svolgere recependo, per le attivit\u00e0 sanitarie e socio-sanitarie territoriali, quanto previsto dai PEPS di distretto e dai piani di zona. Il piano attuativo locale ha la durata del piano socio-sanitario regionale e pu\u00f2 prevedere aggiornamenti annuali. Il Distretto di Venaria non \u00e8 dotato di un PEPS e non ha adottato un suo piano attuativo.<br><sup>26<\/sup> A questo proposito, in coerenza con quanto espresso con la precedente nota, il Comune di Venaria formuler\u00e0 alla ASL3 una domanda rispetto a quale \u201cprofilo patologico\u201d risponde la popolazione di Venaria (scontando il fatto che la popolazione anziana negli ultimi 20 anni \u00e8 aumentata di quasi il 7%), a scapito della popolazione adulta.<br><sup>27<\/sup> Il costo di istituzione e mantenimento di un sistema di trasporti locale a servizio del presidio potrebbe risultare non accessibile per il comune. Interessante risulta l\u2019idea di concordare con il sistema dei Trasporti Torinesi eventuali nuovi percorsi delle linee di trasporto pubblico esistenti in modo da comprendere anche il sito del nuovo presidio sanitario. A questo proposito si possono formulare diverse opzioni. Per es. modificare il percorso della navetta elettrica VE1 facendola proseguire per via Don Sapino fino a Savonera e poi in direzione verso Torino. Per chi vive a Druento: modificare il percorso della linea 59, facendola parzialmente entrare in territorio venariese per poi uscire nuovamente a Savonera (in pratica un giro dell\u2019isolato) oppure spostare il capolinea della linea 72 presso il polo sanitario. Sono proposte a basso costo, fattibili nell\u2019immediato se vi fosse la volont\u00e0 politica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><span class=\"has-inline-color has-accent-color\">Cultura dell\u2019accoglienza e solidariet\u00e0 sociale<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019immigrazione \u00e8 un fenomeno di portata mondiale, non \u00e8 una semplice questione di sicurezza o di ordine pubblico che si possa affrontare con la retorica della paura e dell\u2019odio razziale. Sul nostro territorio \u00e8 gi\u00e0 presente una discreta comunit\u00e0 di stranieri, integrati socialmente ed economicamente (con dimora stabile, lavoro, reddito, accesso ai servizi sanitari e scolastici), molti dei quali di seconda generazione.<br>Occorre progredire, quindi, verso una societ\u00e0 multietnica e pluriculturale, rimuovendo ostacoli e pregiudizi che generano disuguaglianze, per una societ\u00e0 radicata nella solidariet\u00e0 <sup>28<\/sup> e aperta all\u2019accoglienza<sup>29<\/sup>.<br>Date queste premesse e in coerenza con i valori espressi nello Statuto comunale, il nostro comune potrebbe attrezzarsi per:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>aderire alla rete SPRAR-SIPROIMI<sup>30<\/sup>;<\/li><li>favorire percorsi di \u201caccoglienza diffusa\u201d in accordo con l\u2019associazionismo locale;<\/li><li>programmare, in collaborazione con la scuola, corsi di lingua italiana per gli stranieri;<\/li><li>cooperare con gli altri comuni della zona Ovest di Torino per istituire un osservatorio sull\u2019immigrazione, condividendone<br>esperienze e progetti; una consulta delle comunit\u00e0 straniere dove elaborare politiche comuni (Patto territoriale<br>Zona Ovest e Distretto sanitario) e un Tavolo di Progetto \u201cPercorsi di Cittadinanza\u201d come luogo di dialogo e conoscenza.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><em><sup>28<\/sup> Il principio di solidariet\u00e0 \u00e8 presente nella Costituzione italiana ed afferma: \u201cLa Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell&#8217;uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit\u00e0, e richiede l&#8217;adempimento dei doveri inderogabili di solidariet\u00e0 politica, economica e sociale.\u201d<br><sup>29<\/sup> Il diritto di \u201casilo\u201d \u00e8 tra i diritti fondamentali dell&#8217;uomo ed \u00e8 riconosciuto dall&#8217;articolo 10, terzo comma, della Costituzione \u201cLo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l&#8217;effettivo esercizio delle libert\u00e0 democratiche garantite dalla Costituzione<br>italiana, ha diritto d&#8217;asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.\u201d<br><sup>30 <\/sup>Lo SPRAR (acronimo di Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) \u00e8 il servizio del Ministero dell&#8217;Interno che in Italia gestisce i progetti di accoglienza, di assistenza e di integrazione dei richiedenti asilo a livello locale.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019idea \u00e8 quella di uscire dalla logica degli interventi tradizionali di carattere assistenziale e standardizzati, consapevoli che agire quotidianamente per soddisfare i bisogni emergenti, soprattutto le nuove povert\u00e0 educative, occorre lavorare costantemente rendere i servizi erogati sempre pi\u00f9 flessibili e adattabili alle diverse esigenze. 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