5 – Immigrazione e interculturalità

5 – Immigrazione e interculturalità

In Venaria sono presenti numerosi cittadini stranieri, tendenzialmente inseriti e integrati. Per “inseriti” intendiamo con casa, lavoro, reddito, diritti ad usufruire dei servizi sanitari e scolastici. Un numero elevato di cittadini della nostra Comunità sono immigrati o figli di immigrati Comunitari e non: è necessario agire per aumentare le opportunità di integrazione e di riconoscimento delle diverse “storie” culturali di ciascuno. La città di Venaria Reale ha un’antica tradizione di immigrazione e accoglienza che deve essere riscoperta e riconosciuta (prima i Veneti e poi i meridionali); si possono quindi promuovere iniziative culturali per conoscere le diverse storie nazionali di cui è costituita la nostra città.

Una città aperta e solidale, con una storia importante di immigrazione come Venaria non può ignorare una delle questioni più controverse: l’accoglienza, l’integrazione e l’inclusione nella nostra società di cittadini stranieri. Proponiamo un modello di società che non esclude, non pone ai propri margini chi sfugge dalla miseria, dalle guerre e dalla morte che sappia promuovere l’idea di convivenza capace di costruire alleanze sociali, coesione e senso di appartenenza alla comunità. L’integrazione non è una mera questione di sicurezza e di salvaguardia sociale. La sfida che la nostra città deve raccogliere è quella di costruire una moderna società pluriculturale che faccia della diversità un tratto peculiare capace di generare opportunità di crescita, attraverso la valorizzazione dei talenti e delle intelligenze.

Per far questo occorre proseguire nella rimozione degli ostacoli che generano disuguaglianze e l’incapacità di maturare senso di appartenenza all’interno della comunità. Una comunità che si munisce di strumenti di azione sociale e si rafforza attraverso l’inclusione e il protagonismo di tutte le sue identità culturali. A tal fine le linee d’azione da seguire sono:

  • fornire strumenti e assistenza all’urgenza attraverso uno sportello di informazione e consulenza per gli immigrati (servizi, strutture per l’accoglienza e rete dell’associazionismo);
  • favorire la piena integrazione delle famiglie.[1]

Il coinvolgimento nella vita pubblica della città, con la costituzione di un Tavolo di Progetto “Percorsi di Cittadinanza” come luogo di dialogo e conoscenza. L’integrazione deve avvenire in una rete di relazioni e pratiche sociali, entro la comunità cittadina, su vari piani, nel rispetto delle leggi e della cultura del Paese ospitante, coinvolgendo il mondo della scuola, delle associazioni, del lavoro, delle parrocchie, della cultura con progetti mirati, favorendo il dialogo interreligioso e momenti di aggregazione, convivialità e condivisione con attività legate all’arte, allo scambio dei saperi, alla cucina,…:

  • intensificazione dello studio della lingua italiana per gli stranieri;
  • istituzione di un Osservatorio Immigrati con gli altri Comuni della zona Ovest di Torino per condividere esperienze e progetti;
  • istituzione di una Consulta delle Comunità straniere con altri comuni per elaborare politiche comuni riferite all’immigrazione (Patto territoriale Zona Ovest e Distretto sanitario).

Occorre aprire le porte all’accoglienza per il primo soccorso e per le emergenze umanitarie. La nostra città deve fare la propria parte attivando progetti per accogliere rifugiati, in coerenza con i valori della nostra storia e dello Statuto Comunale. Ciò significa attrezzarsi, se pur gradualmente, d per realizzare:

  • strutture di ricezione come case alloggio di piccole dimensioni per donne in fuga, perseguitati politici, vittime delle guerre;
  • locali per accoglienza dei rifugiati nella quantità prevista dalle leggi (Sprar).

[1] Ruolo fondamentale viene svolto dalla scuola, nella quale possono essere promossi percorsi interculturali che favoriscano la conoscenza reciproca e il dialogo