4 – Piano regolatore sociale: per un progetto del welfare locale

Nell’introduzione si è sostenuto che il presente programma è fondato sul criterio fondamentale della sostenibilità, ma questa a sua volta deve essere sostenuta dall’equità e dalla “solidarietà”. Pertanto si pone una particolare attenzione alle misure inerenti il sostegno alle categorie, gruppi, persone più deboli. In particolare, in questa fase di crisi (che ormai caratterizza tutta la società da quasi un ventennio), anche per le risorse dei Comuni (Venaria compresa), assistiamo ad un arretramento dello “stato sociale” dalla sua funzione essenziale: la protezione universalistica dei cittadini. Di conseguenza aumentano la sofferenza e il disagio economico di un numero crescente di cittadini. In sostituzione dello stato sociale, come fino ad oggi concepito, cresce il ruolo del privato (l’associazionismo). Tale processo spesso non avviene attraverso scelte governate nella trasparenza e per garantire la stessa efficienza ed efficacia; frequentemente si assiste all’esternalizzazione sulla base del solo “ribasso” dei costi, con le ovvie conseguenze negative che tutti ben conoscono.

L’amministrazione è spesso considerata come risorsa a cui fare appello nelle difficoltà. È importante che il Comune si attrezzi per dare risposte, ma sulla base di criteri di imparzialità e di equità evitando elementi di scambio per effimeri e strumentali consensi politici/elettorali. A ciò si aggiunge che il “sistema dello stato sociale” tende ad assimilarsi ad un sorta di grande “officina di riparazioni”; fatto doveroso e necessario, ma non basta, in quanto dovrebbe anche dotarsi di una “capacità di previsione” almeno nei tempi medi, che ad oggi non esiste.

Altro aspetto che va considerato con attenzione è il ruolo della famiglia, rispetto alla quale è necessario valorizzarne le funzioni, di concerto con le altre agenzie educative presenti sul territorio (es. scuole e parrocchie) ovvero di integrarle organicamente, nel rispetto delle possibilità e competenze dell’amministrazione comunale, nell’intero sistema dello stato sociale. La famiglia è risorsa polivalente di benessere individuale e sociale. È importante proteggere la famiglia attraverso il sostegno alla maternità e ai nuclei monogenitoriali, i contributi ai servizi in ragione del numero dei componenti il nucleo familiare. Un sistema che favorisca un’attività di prevenzione al disagio ed alla devianza giovanile. L’idea è quella di uscire dalla logica degli interventi tradizionali di carattere assistenziale e standardizzati. Consapevoli che intervenire quotidianamente per soddisfare i bisogni emergenti della popolazione, occorre lavorare costantemente per rendere i servizi erogati sempre più flessibili ed adattabili alle diverse esigenze. Per costruire un simile sistema non si può prescindere dalla conoscenza approfondita dei problemi, dall’analisi dei bisogni, dalla pianificazione e programmazione degli interventi, da una gestione integrata tra sociale e socio-sanitario.

Quanto sopra dimostra quanto sia importante la “conoscenza” delle condizioni dei soggetti che più hanno bisogno degli interventi dello Stato Sociale e delle condizioni dei soggetti istituzionali (pubblici, privati e volontari) che di tali interventi si debbono occupare. Lo strumento pianificatore che consente di superare i limiti dell’attuale sistema è il Piano Regolatore Sociale. Non è una novità; è un rapporto che analizza la situazione attuale dei bisogni delle diverse categorie sociali con l’obiettivo di indicare ipotesi di intervento mirate, anche al fine di “spendere” nel modo migliore le scarse risorse disponibili.[1] Rispetto alle esperienze pregresse, si propone un maggior dettaglio delle analisi e quindi delle proposte operative di intervento soprattutto a vantaggio delle categorie più deboli. In sintesi la nostra proposta è:

  1. passaggio dalla programmazione della domanda alla programmazione dell’offerta (non in maniera alternativa, ma complementare), con l’obiettivo di far emergere il sommerso;
  2. partecipazione degli esperti tecnici e grezzi, ovvero dei testimoni privilegiati;
  3. comparazione degli assistiti con gli aventi diritto e i relativi costi;
  4. proposte di intervento generali e particolari.

Occorre garantire l’autoregolazione del sistema; diventa necessario costituire un apposito ufficio capace di gestire dati e informazioni secondo il nuovo schema metodologico del suddetto piano ed al fine di fornire agli amministratori gli strumenti necessari per la programmazione di azioni politiche ed amministrative.

Il piano regolatore sociale così articolato potrà costituire la piattaforma programmatica per la prossima Consiliatura. In tal modo si potrà concretamente facilitare il conseguimento dei seguenti obiettivi:

  • far pesare la particolare situazione sociale di Venaria ai tavoli nei quali si concertano la distribuzione delle risorse (vedi il tavolo Regionale) sulla base dei risultati dell’analisi dei bisogni risultante dal nuovo piano regolatore sociale);
  • porre attenzione per i luoghi dove la crisi è più accentuata e incentivare l’uscita da situazioni di passività e assistenzialismo (cfr. mappe del nuovo piano regolatore sociale, cioè delle relative cartografie tematiche del territorio di Venaria);
  • razionalizzare l’uso delle risorse a favore di una spesa sociale maggiormente qualificata (quindi individuando le priorità);[2]
  • incentivazione e pubblicità per la concessione, da parte dei cittadini, del contributo 5/mille a favore del comune specificando l’attribuzione delle risorse verso il sostegno sociale;
  • maggiore attenzione e determinazione nei confronti dell’evasione fiscale al fine di recuperare risorse, parte delle quali da destinare nel capitolo del bilancio riguardante la solidarietà (a questo proposito occorre che il comune si doti di una “mappa delle diseguaglianze”, in termini di quanti vivono sotto la soglia della povertà e quanti hanno redditi, rendite da “società del benessere”);
  • il Comune di Venaria potrà dotarsi di un “tabellone comunale di rischio” (rivolto alle attività manifatturiere del territorio); su tale “tabellone” dovranno comparire gli infortuni per gravità e frequenza e le Malattie Professionali; con frequenza annuale il Sindaco (o chi per esso) potrà convocare i sindacati e gli imprenditori per formulare dei bilanci e per pianificare/programmare dei piani di bonifica di settore e di singole imprese; il tutto con la collaborazione attiva dell’ASL3 e del locale SPRESAL.

Al netto di quanto sopra bisogna evidenziare che, nella nostra città, esistono emergenze sociali dovute alla crisi economica e all’epoca che stiamo vivendo (mancanza di occupazione, redditi insufficienti, emergenze abitative, difficoltà di accesso ai servizi sanitari e perfino all’istruzione. Sono le nuove povertà. Anche queste emergenze vanno riconosciute e soppesate ed è necessario studiare modalità per affrontarle in modo efficace e solidale. Per tale ragione occorre operare tra soggetti pubblici e privati per affrontare queste emergenze con maggiore cooperazione, progettualità e comprensione pubblica dei fenomeni, anche sulla base delle risultanze del succitato piano regolatore sociale. Intanto si possono anticipare alcune ipotesi:

  • strutture di ricezione, quali ostelli temporanei per famiglie in emergenza abitativa;
  • opportunità di formazione professionale (un piano cittadino o intercomunale) su nuovi percorsi tesi alla ricollocazione lavorativa;
  • alloggi a foresteria per pazienti provenienti da altre regioni non ospedalizzati ma costretti per motivi di terapia a risiedere per periodi medi in prossimità degli ospedali del territorio;
  • Rifugio d’emergenza per donne a rischio violenza,
  • esperienze di neo mutualismo.

A questo proposito si ritiene opportuno il recupero e il riadattamento dei numerosi locali inutilizzati sparsi sul territorio. Per es. recupero ex caserme con ristrutturazioni adatte a più scopi. Inoltre riteniamo sia necessario monitorare con maggiore precisione lo stato del patrimonio immobiliare pubblico e privato per poter realizzare politiche tese alla promozione dell’utilizzo sociale dello stesso, anche rafforzando Progetti come LOCARE: quante case nella nostra città sono vuote? Non sono affittate? Considerando la crescita esponenziale della partecipazione al bando per l’Assegnazione di una casa di Edilizia pubblica non è più possibile ignorare la dinamica del mercato degli affitti considerando il rapporto offerta e domanda


APPENDICE

[1] Il tempo che stiamo vivendo ha imposto a tutti, famiglie, imprese, istituzioni, di ripensare entità e qualità della spesa, da razionalizzare al meglio e destinare in maniera attenta a quanto più necessario ed utile. Non è più il momento delle ‘vacche grasse’ o delle illusorie promesse finalizzate al consenso facile.

[2] A questo proposito si possono anticipare, fra le altre, alcune di tali priorità:

  • particolare attenzione all’anziano non autosufficiente, provando a pensare e costruire l’assistenza domiciliare;
  • precise indagini sul mondo delle badanti, favorendo, a garanzia dei fruitori, la loro formazione e il loro tutoraggio nella fase di inserimento nelle famiglie.
  • particolare attenzione nei confronti dei minori.