15 – Riprogettare la macchina comunale

È importante riorganizzare, la macchina comunale, ridefinendo ruoli e competenze degli organigrammi, per ridurre le consulenze esterne e per avvalersi delle professionalità interne al Comune; se vi sono debolezze, avviare formazioni mirate dei funzionari che ad ogni livello di responsabilità, hanno il compito di operare nel rispetto degli obiettivi dell’amministrazione in funzione delle esigenze della collettività.

Le potenzialità dei dipendenti comunali vanno riconosciute e valorizzate attraverso il coinvolgimento nei contenuti e nei metodi di lavoro, l’ascolto delle loro richieste, sfruttando le competenze specifiche di ciascuno, riorganizzando la macchina comunale con il loro apporto. Ciò comporta la cooperazione fra le strutture funzionarie fondata su: professionalità, lealtà all’istituzione e adesione ai programmi formativi. Più in dettaglio si propone:

  • aggiornamento dei dipendenti per lo sviluppo di nuove competenze;
  • riduzione dei compensi eccessivi agli “esperti” e distribuzione su più lavoratori a costo inferiore, ma con competenze specialistiche;
  • tetto massimo ai compensi per dirigenti e consulenti;
  • nuovi contratti ed eventuale revisione dei vecchi, riducendo benefit, bonus, e automatismi;
  • norme di recesso unilaterale in caso di inefficienza, palese incapacità, corruzione, concussione, peculato,… con particolare attenzione ad evitare contenziosi;
  • riorganizzazioni e modifiche di mansioni riguardanti i dipendenti, ma sempre gestite coinvolgendo le organizzazioni sindacali;[1]
  • maggiore coinvolgimento dei dirigenti e delle professionalità esistenti nella macchina comunale, al fine di garantire maggiore efficienza e per ridurre sprechi e diseconomie (nuove ripartizioni ed accorpamenti dei servizi);
  • razionalizzazione del sistema delle Aziende Partecipate e dell’Azienda Multiservizi, della Fondazione Via Maestra e della Biblioteca;
  • migliore rapporto tra Amministrazione e cittadini, con più agevole accesso ai servizi, anche mediante le nuove tecnologie informatiche;[2]
  • istituzione/riorganizzazione dei servizi inerenti: recupero erosione ed evasione fiscale, stato sociale, partecipazione, ambiente,…
  • accorpamento dei settori “lavori pubblici”, “urbanistica” e “patrimonio”, con conseguente riduzione del numero dei dirigenti (con significativo risparmio economico potenziale)[3];
  • predisposizione di specifico settore con il compito dismascherare chi evade, chi non dichiara il reddito reale e attinge ingiustamente alle risorse pubbliche riducendone l’entità a disposizione di chi ne ha pieno diritto.[4]

Nell’ambito delle attività connesse alla partecipazione, vanno riattivate e rese effettivamente interattive con l’amministrazione, le varie consulte, nei diversi settori.

La partecipazione nell’ambito della cultura va garantita anche dal nuovo sistema organizzativo dell’insieme “Associazioni culturali – Fondazione Via Maestra – Teatro Concordia – Biblioteca”, mentre per altri temi si propone:

  • Commissione Consigliare “edilizia” diventa Commissione “edilizia, territorio e ambiente – Ad essa partecipa anche l’assessore con delega per l’ambiente accompagnato da un funzionario del Servizio Ambiente del Comune, allo scopo di verificare la coerenza dei progetti con i principi enunciati nell’introduzione del presente programma; l’assessore ed il funzionario hanno inoltre il compito di relazionare, alla Consulta Ambiente, sulle attività della commissione stessa.
  • Consulta Ambiente – Come anticipato nell’introduzione del presente programma, va riproposta e resa operativa con durata quinquennale, scorporandola (ad eccezione dei Consiglieri Comunali) dal mandato amministrativo; al termine  dei 5 anni, i membri rimangono in carica (ma non oltre un anno) fino alle nuove nomine da parte degli Enti ed associazioni; l’assessore con delega all’ambiente ne fa parte e partecipa alle riunioni insieme ad un funzionario del Servizio Ambiente in qualità di consulente e di verbalizzatore. La Consulta, nei casi ritenuti di interesse, produce documenti ed osservazioni inerenti progetti di interventi strutturali sul territorio da sottoporre alla Commissione Consigliare “edilizia, territorio e ambiente” (e per conoscenza ai Consiglieri Comunali ed alla Giunta) che dovrà tenerne conto quali pareri consultivi; compito ulteriore della Consulta Ambiente è la verifica, in generale, della coerenza delle azioni di governo con i principi enunciati nell’introduzione del presente programma.
  • Servizio Ambiente del Comune – Tale Servizio deve fornire il supporto tecnico-amministrativo alle azioni di governo del territorio. I progetti relativi ad interventi strutturali,  indipendentemente dagli aspetti dimensionali, vanno sottoposti all’esame di detto Servizio, ai fini dell’analisi sull’impatto ambientale e della valutazione delle opere di mitigazione, recupero e compensazione (anche per gli interventi pregressi); tali analisi costituiscono pareri obbligatori da sottoporre alla Commissione Consigliare “edilizia, territorio e ambiente” ed alla Consulta Ambiente. Il Servizio coordina le attività legate alla raccolta rifiuti, al monitoraggio dei parametri di qualità ambientale, alla gestione del verde pubblico ed alla divulgazione e didattica, in collaborazione con la Biblioteca Civica, i quartieri, le associazioni, le scuole,…
  • Ufficio per il Turismo in grado di essere punto di convergenza di tutte le proposte ricettive e culturali del territorio, vetrina della città e dell’intera area metropolitana.

In ogni caso, per un corretto sviluppo di quanto sopra illustrato, occorre una programmazione puntuale degli obiettivi. In particolare il PEG (Piano Economico di Gestione) non deve essere un compitino che serve a liquidare gli incentivi a chi raggiunge gli obiettivi (si fissano pochi macrobiettivi che è comodo e facile raggiungere). Deve essere uno strumento di lavoro aggiornato dai dirigenti in tempo reale e verificato costantemente dalla politica, dall’esecutivo, dal Sindaco. Il PEG è la fotografia fedele di quello che avviene negli uffici (compresi i flussi) in modo da verificare quali sono i servizi sotto stress e quelli no. Questo semplice accorgimento, in applicazione della legge, se fatto con approccio corretto potrebbe, già da solo, consentire una riorganizzazione delle risorse flessibile e tempestiva.


APPENDICE

[1] Le riorganizzazioni vanno impostate sulla base di precisi criteri e motivazioni. L’esperienza deve essere valorizzata e le competenze tutelate. Le posizioni organizzative vanno pesate rispetto alle reali situazioni emergenti dal PEG e non con tetti già fissati e numeri che devono tornare; le lauree, i master e altri titoli vanno valutati in sede di assegnazione, rispetto alla quale deve esserci un confronto tra i partecipanti alla selezione, anche per conferire maggiore credibilità al ruolo. È necessario capire chi fa che cosa, e soprattutto si deve riconoscere il lavoro di chi fa quella cosa e non di altri (in coerenza con diverse sentenze della Corte dei Conti).

[2] A questo proposito il comune potrebbe procedere ad una sperimentazione di “trasparenza” con un tabellone elettronico posto davanti all’edificio comunale (su tale “tabellone” dovranno comparire alcuni dati e informazioni riguardanti il welfare locale e alcune informazioni utili per i cittadini) il tutto per  un anno dopo di che si darà incarico ad una softer house per l’implementazione di una specifica applicazione a disposizione di tutti i cittadini in possesso di uno Smart Phone. È importante dare una riposta ad ogni segnalazione: è possibile, utilizzando le competenze in materia della società ASM Net, costruire un sistema di ricezione delle segnalazioni dei cittadini all’amministrazione che permetta di garantire una risposta in tempi veloci, sfruttando software gestionali già utilizzati in altre realtà locali. Ciò consente maggiore trasparenza del palazzo comunale: un dialogo trasparente tra cittadino ed ente in tempo reale; un ottimo modello arriva dal Comune di Venezia (http://iris.comune.venezia.it/). Si può immaginare una rete di collegamento con i cittadini e i quartieri con mail e sms: possibilità di iscrizione a un servizio di informazione e quindi di vera partecipazione e interazione con il Comune tramite mail e/o sms per ricevere comunicazioni sui servizi che interessano il cittadino (inizio e fine lavori di manutenzione, scadenze di pagamenti IMU, TASI, iscrizioni alla mensa, stati di allerta meteo che implichino la chiusura delle scuole, ecc…).

[3] Tali settori, come da definizione classica, non esistono più. Oggi, per agire sfruttando le opere di compensazione derivanti da progetti strategici per il territorio, contributi a valere sulle partite energetiche, opere complementari derivanti da trasformazioni urbanistiche,… è necessaria una unica regia forte che lavori in sinergia con chi predispone le progettazioni e richiede i finanziamenti sul territorio. Ciò affinchè tutte le opportunità pubbliche e private e dei vari enti siano coordinate e sincronizzate tra loro in un ottica di valorizzazione complessiva, definendo fin da subito anche le garanzie e gli interventi manutentivi che nel tempo devono essere attuati.

[4] Il modello di riferimento dovrebbe somigliare alla vecchia “imposta di famiglia” (abrogata nel 1973).