12 – Viabilità e trasporti

Finora le politiche pubbliche e i produttori di veicoli si sono concentrati sulle tecnologie (motori più efficienti, sistemi ibridi ed elettrici combustibili meno inquinanti, carrozzerie più leggere e aerodinamiche), ma ciò non basta È necessaria una profonda riforma della mobilità. Il sistema attuale è inadeguato ai problemi dell’ambiente, di risparmio e di salute. Bisogna intervenire sulla riduzione dei consumi energetici per la produzione e l’utilizzo dei veicoli e dei flussi di traffico per contenere l’inquinamento. Ciò significa sostanzialmente limitare l’uso del trasporto privato e potenziare quello pubblico.

Evidente è il problema del traffico. Risultano problemi di inquinamento atmosferico, acustico e di sicurezza lungo il corso Garibaldi. Non si conosce l’influenza della recente circonvallazione. Merita sottolineare la presenza della tangenziale. Risultano danni alla salute ed il rumoreè percepito dagli abitanti più esposti come uno dei problemi principali associati al traffico. Tenuto conto che molti degli obiettivi auspicabili sono conseguibili solo con la collaborazione degli enti ed amministrazioni di livello territoriale superiore, si propone:

  • revisione delle attuali linee di trasporto pubblico, riprendendo l’idea della prosecuzione della linea 3 e considerando le possibili integrazioni con linee interne per il centro storico, la Mandria ed il nuovo Polo Sanitario;
  • iniziative promosse insieme ai comuni limitrofi per collegare i distretti sanitari;
  • valutare la predisposizione, sui mezzi pubblici, di spazi attrezzati per il trasporto di biciclette;
  • realizzazione di una adeguata struttura parcheggio sulla piazza Don Alberione nell’eventualità di nuovo edificio coerente con la struttura urbanistica della via Mensa nell’ambito del piano sulle valorizzazioni e alienazioni (cfr. capitolo su “urbanistica”);
  • premere su Regione, Area Metropolitana e Trasporti Torinesi per il buon funzionamento in linea di metropolitana dell’attuale Torino-Ceres, con fermata in viale Roma e alla Rigola;
  • premere su Regione, Area Metropolitana e Trasporti Torinesi per attivare una linea di collegamento diretto con Rivoli (in particolare con l’ospedale);
  • all’interno di un quadro economico sostenibile si ritengono necessarie modifiche in materia di parcheggi a pagamento (zone blu), ma coerentemente con il principio generale sopra enunciato di “limitare l’uso del trasporto privato e potenziare quello pubblico”;
  • costituzione/estensione delle zone a traffico limitato e/o pedonale;
  • studio iniziale circa la possibilità di installazione di stazioni di ricarica per auto elettriche;
  • limitare o vietare il transito di mezzi pesanti sul percorso via Garibaldi; la circonvallazione costituisce un’alternativa reale al traffico;
  • ipotesi di predisposizione di un’area sosta camper.

La circonvallazione di Venaria (variante alla SP di Borgaro) ha comportato un processo decisionale lungo e controverso su un intervento molto costoso (≈ 50 milioni €) e caratterizzato da un forte impatto ambientale su un territorio protetto e soggetto ad rischio idrogeologico. Il progetto è stato sottoposto a procedura di VIA. Ma il capitolo dedicato alle componenti, flora, fauna ed ecosistemi naturali dello studio completato nel 2004 è risultato insufficiente, praticamente ignorato, senza che ciò sollevasse obiezioni del del Parco della Mandria, del Comune di Venaria e delle forze politiche che costituivano la coalizione che governavano la Provincia. Con l’opera realizzata, risultano ancora alcune questioni che andrebbero risolte: interventi di mitigazione, recupero e compensazione e le tipologie degli interventi di sistemazione idraulica.

La tangenziale è una struttura a forte impatto ambientale a causa dell’inquinamento per rumore, vibrazioni, tossicità dell’aria. Alcune opere recentemente realizzate possono aver migliorato la situazione, ma non conclusive per un’azione di bonifica e di riduzione dell’inquinamento. Sono auspicabili ulteriori interventi:

  • rimboschimento (con specie autoctone) sulle barriere antirumore, in particolare sul lato verso le costruzioni (cfr. par. 4.2);
  • esercitare tute le necessarie pressioni per l’utilizzo dell’asfalto silenzioso;
  • evitare la realizzazione di nuove costruzioni abitative e nuove attività commerciali o industriali, mantenendo un’idonea fascia di sicurezza, privilegiando spazi liberi boschivi;
  • collocare il maggior numero di piante arboree ed arbustive (con specie autoctone) nelle zone degli svincoli e delle rotonde. (cfr. capitolo su “azioni/interventi per un progetto di cura dell’ambiente per una città sostenibile”).

Si sono costruiti nuovi parcheggi su un’area di quasi 60.000 m2 (1.200 posti auto) sulla fascia del Ceronda, lungo il viale Carlo Emanuele ed a valle della via Amedeo di Castellamonte. Si prevedeva un nuovo ponte in cemento armato in sostituzione del vecchio ponte Castellamonte destinato alla demolizione. Le risorse per promozione di un sistema efficace di trasporto pubblico non sono disponibili, mentre i soldi per le cementificazioni non mancano mai.

Si è occupata un’area che appartiene idrologicamente al Ceronda, a forte rischio idrogeologico, con la remota speranza di mettere in sicurezza le fasce esondabili, per di più a ridosso del complesso monumentale. Sono stati spesi milioni di euro per l’acquisizione delle aree e per la costruzione dei parcheggi. Non è possibile tornare indietro. Ma rimane la contrarietà alla demolizione del ponte storico Castellamonte. Pertanto:

  • ribadiamo la ricollocazione dell’area della Cromo-Dora; ciò ridurrebbe l’intensità del traffico e libererebbe un’area importante a disposizione delle esondazioni del Ceronda;
  • condividiamo l’ipotesi di pedonalizzazione del viale Carlo Emanuele;
  • condividiamo l’ipotesi di realizzazione di una strada laterale di servizio (ma rispettando la larghezza della fascia fluviale destra del Ceronda) di accesso al Ponte Verde;
  • escludere altri parcheggi oltre a quelli appena realizzati; sono sufficienti per i visitatori sia della Regia, sia della Mandria;
  • solo nel caso di verifica “reale” di traffico eccessivo sul ponte Castellamonte si potrà prevedere un ponte nuovo più a monte e con la pedonalizzazione del ponte Castellamonte.
  • attivazione e regolamentazione della ZTL Area Centrale;va garantita una migliore vivibilità a quella porzione di territorio anche evitandoche via Mensa rimanga sede di un parcheggio selvaggio di auto non autorizzate, sia predisponendo un nuovo regolamento, sia con maggiori controlli da parte della polizia municipale;
  • conferma sella scelta di promuovere l’interazione tra il personale GE.S.IN  e quello della Polizia Municipale e redazione di un nuovo sistema di servizio sinergico tra Comune di Venaria, Polizia Municipale e GE.S.IN SpA per la gestione integrata ed efficiente della ZTL e stesura di un piano finanziario chiaro e puntuale sulla sostenibilità dei costi da parte della società GE.S.IN., anche in funzione del piano industriale generale dell’intera gestione dei parcheggi della città[1].

APPENDICE

[1] Più nei dettagli, sempre a proposito della ZTL, occorre:

  • verificare l’efficienza del sistema informatico ed individuare il personale per la gestione della ZTL tra coloro che sono già stati formati ed addestrati;
  • predisporre la modulistica di richiesta rilascio permessi ZTL e divulgare l’iter di rilascio degli stessi;
  • definire le competenze relative a front-office, white-list e verbalizzazione;
  • verificare le targhe dei residenti, già inserite nel sistema, in possesso del permesso di transito in ZTL recentemente rilasciato;
  • ricontattare i possessori di contrassegno disabili di Venaria per l’inserimento delle targhe dei loro veicoli nella white list;
  • realizzazione della segnaletica stradale da apporre durante la fase sperimentale e poi all’avvio della vera e propria fase di attivazione;
  • redazione dell’opuscolo informativo di avviso di avvio della ZTL.