1.2 – Le condizioni per la sostenibilitá

La “sostenibilità” è il faro di riferimento ed ogni altra questione programmatica andrebbe verificata rispetto alla compatibilità con l’ambiente e con le esigenze sociali direttamente connesse con “equità” e “solidarietà”. Quindi:

  1. La crescita, secondo l’indicatore del PIL, è un miraggio non più giustificabile dalle condizioni del pianeta e della tenuta sociale delle comunità umane, mentre il progresso tecnologico non riesce a mantenere il ritmo di consumo delle risorse per sostenere le produzioni di merci. Chi non ammette tale situazione si comporta come gli struzzi che preferiscono ignorare il problema a causa della sua complessità e delle inevitabili implicazioni sociali ed economiche che esso comporta.
  2. Le risorse economiche del Paese (ed in misure diverse e con qualche eccezione, di tutte le nazioni) sono insufficienti per soddisfare le esigenze e le rivendicazioni emergenti dalla società civile. In Italia si potrebbe puntare (ma seriamente) alla riduzione dell’evasione fiscale e della corruzione ed al contenimento della malavita organizzata, ma occorrono tempi lunghi e notevoli mutamenti delle coscienze e del senso civico dei cittadini. A tempi brevi e medi le risorse economiche disponibili rimangono modeste e con esse occorre fare i conti, tenuto conto che non è più possibile tollerare la crescita delle diseguaglianze economiche e l’accumulo di giganteschi patrimoni e di rendite nelle mani di un numero sempre più piccolo di “fortunati”; bisogna procedere a stabilire precise priorità ed ancora una volta il criterio base per effettuare delle scelte è la “sostenibilità”.
  3. Un programma basato sullo slogan “sostenibilità, equità e solidarietà” richiede coraggio e determinazione, qualità che sembrano mancare alla politica attuale. Si preferisce condizionare le analisi dei temi e le proposte di governo alle esigenze emotive ed irrazionali delle persone, con la sopravalutazione di determinati problemi (anche inesistenti) e la sottovalutazione di quelli più importanti, con un rovesciamento delle priorità. Ciò allo scopo di ottenere facili consensi nei tempi brevi. Intanto si manifesta il timore, nei confronti dell’elettorato, soprattutto quando vengono proposti problemi e risoluzioni inerenti l’ambiente, di suscitare diffidenze o indifferenza. Di conseguenza si predispongono programmi e si effettuano proposte insufficienti rispetto alla gravità della situazione. La paura della verità, la mancanza di proposte radicali (urgenti e necessarie), la convenienza elettorale e la demagogia, possono portare a facili consensi elettorali, ma alla sconfitta a medio e lungo termine per il pianeta e per l’umanità.
  4. La paura della verità e la mancanza di coraggio si legano con la necessità di vincere la competizione elettorale a tutti i costi. Tale atteggiamento è giustificato dal principio secondo il quale “in politica contano i numeri”. In virtù di tale totem, si predispongono coalizioni con il maggior numero di liste, con lo scopo di moltiplicare i portatori di voti. Per riempire tali liste si attua la caccia ai candidati, tanto da non permettere la verifica delle competenze, meglio ancora se sono persone ambiziose e con un serbatoio di voti personale. La qualità dei programmi e la qualità delle persone diventano secondarie o addirittura inutili[1].

Le considerazioni sopra espresse caratterizzano gli argomenti qualificanti del programma e dei progetti di governo, anche per una competizione elettorale di una realtà comunale come quella della Venaria Reale, cioè del criterio fondamentale della verifica dei contenuti rispetto alla coerenza con la “sostenibilità”.


APPENDICE

[1] Occorre maggiore impegno nella selezione del personale politico, soprattutto in riferimento ai candidati. Bisogna applicare semplici regole che possono contribuire positivamente anche in competizioni comunali:

  • non accettare nelle liste alcun condannato passato in giudicato anche solo in primo grado riguardo reati di corruzione, collusione, peculato, attività anche esterna di stampo mafioso;
  • nessun doppio incarico anche se svolti in enti diversi dell’amministrazione pubblica;
  • impegno a non cambiare schieramento in corso della legislatura; nel caso rassegnare le dimissioni;
  • aver partecipato alla costruzione del programma e alla discussione politica.

Riguardo la qualità dei candidatiè possibilemigliorare la qualità e la competenza attraverso:

  • conferenze e corsi di istruzione sul funzionamento delle istituzioni, sui poteri dello stato e degli enti locali;
  • conoscenza dei capitoli su cui si può avere giurisdizione e su quegli argomenti su cui si può intervenire solo  rapportandosi ad amministrazioni diverse.